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Tutti nudi per votare Sì al referendum. Un flash mob insolito quello che si è svolto ieri. “Il miglio nudo. La corsa per il quorum”, topless o completamente nudi come mamma li ha fatti a manifestare al centro di Roma a favore dei referendum del 12 e 13 giugno. Almeno così doveva essere secondo gli organizzatori, ma l'idea è stata stroncata sul nascere perché le forze dell'ordine hanno bloccato all'inizio la singolare corsa.

Da qualche giorno, su Facebook il Comitato “Nudi per 4 sì” aveva pubblicizzato l'insolita corsa “in desabille”. Promosso da David Boriello per “abbattere il silenzio mediatico sui referendum, il corteo doveva partire dal centro sociale Rialto nei pressi della Sinagoga di Roma ma il tutto è stato annullato. All'inizio, all'arrivo della polizia i partecipanti avevano rinviato di mezz'ora in mezz'ora l'inizio della corsa, fino all'ultimo appuntamento, alle 17 a Piazza Navona, che tuttavia non ha mai avuto luogo.

L'idea era questa: lasciare gli abiti a Via Sant'Ambrogio e alle 15 partire di corsa per le strade del centro storico di Roma, arrivo previsto alle 18 a piazza Montecitorio, dove un grande cerchio di corpi nudi avrebbe circondato la Camera dei Deputati. Infine, una bodypainter inglese avrebbe disegnato sulla pelle di alcuni partecipanti i simboli dei quesiti referendari. Bene accetti anche i corridori in costume. Ma solo un'intrepida ragazza poco dopo le 16 ha percorso qualche metro, da Piazza Mattei a Via Sant'Ambrogio, con addosso soltanto un paio di slip color salmone.

Addio protesta in topless? Ma neanche per idea, secondo David Boriello. È soltanto tutto rimandato a data da destinarsi, e questa volta luogo e ora saranno comunicati solo all'ultimo minuto: Correremo perché quello che è successo oggi è stato grave – ha detto Boriello. - Non ci faremo intimidire: la corsa si farà ma non comunicheremo né luogo né orario. Non ci faremo fermare perché quello che è successo oggi è un atto gravissimo, l’ennesimo bavaglio questa volta messo anche all’informazione proveniente dal basso”.

Secondo alcuni dei partecipanti, “Il governo ha paura del voto popolare sui referendum, hanno imposto a tv e giornali di boicottare apertamente gli spot referendari, sperano che grazie alla disinformazione gli italiani non sappiano che si vota su tre temi importantissimi: nucleare, privatizzazione dell'acqua e legittimo impedimento. Noi possiamo sconfiggere questo silenzio forzato grazie ad un gesto eclatante”.

Francesca Mancuso

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