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Si è aperta questa mattina, al palazzo della Consulta, la riunione in camera di consiglio che deciderà sulla ammissibilità del referendum sull’energia nucleare, come modificato dalla Corte di cassazione il 30 maggio scorso. In breve, da questa seduta uscirà il si o in no definitivo alla consultazione cittadina sul ritorno all’atomo nel nostro Paese, fissata per il prossimo 12 e 13 giugno.

Si tratta della prima seduta coordinata dal presidente neo eletto della Corte Costituzionale, Alfonso Quaranta. I giudici costituzionali ascolteranno tutte le parti, rappresentate dagli avvocati Alessandro Pace per l'Idv, Gianluigi Pellegrino per il Pd e Maurizio Fiorilli per l'Avvocatura dello Stato, che rappresenta il governo. All’incontro sono intervenute anche le associazioni ecologiste: WWF da un lato e Fare Ambiente dall’altro.
E ieri, proprio in virtù di questa consultazione, il WWF ha inviato alla Corte Costituzionale una memoria circa il quesito sul nucleare di cui si sta discutendo.

Secondo il WWF – si legge in una nota dell’associazione - esiste un’ampia giurisprudenza costituzionale che tutela i principi ispiratori dei promotori dei referendum, sino a consentire di effettuare un referendum, come quello sul nucleare, modificando il quesito originario”.

Esistono invece dubbi sugli aspetti formali – si legge ancora nella Memoria inviata dal WWF alla Corte Costituzionale - di legittimazione del Governo qualora questi intenda, come preannunciato, sollevare il conflitto di attribuzione di fronte alla Corte Costituzionale per la decisione assunta dalla Corte di Cassazione, alla luce del fatto che le disposizioni oggetto dell’intervento della Corte di Cassazione siano contenute in una legge, approvata dal Parlamento”.

Ma c’è di più, nella Memoria inviata il WWF evidenzia come la giurisprudenza costituzionale, citata anche dall’Ufficio Centrale per il Referendum della Corte di Cassazione, censuri in modo inequivocabile il ricorso ad artifici legislativi, come quelli usati nella redazione dei commi 1 ed 8 dell’art. 5 dl decreto Omnibus (dl 34/2011) finalizzati esclusivamente a bloccare il referendum, pur rimanendo l’intenzione del legislatore fondamentalmente identica.

Come abbiamo accennato ieri, quindi il cavillo con cui il governo ha deciso di rivolgersi alla Corte Costituzionale deriva dalla natura del quesito stesso, che sarebbe difforme rispetto a quello per cui sono state raccolte le firme dei cittadini. E la Corte di Cassazione ha già risposto, affermando che all'esecutivo “spetta solo una verifica formale dei requisiti e non anche ulteriori valutazioni sostanziali”.

Secondo le nostre valutazioni – ha commentato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia – siamo convinti che l’intervento del Governo e del Parlamento, mediante l’abrogazione delle disposizioni oggetto di referendum, ha quale implicito fine esclusivamente quello di eludere le garanzie costituzionali a tutela del referendum come tipico mezzo di esercizio della sovranità popolare, elemento già rilevato dall’Ufficio Centrale per il Referendum della Corte di Cassazione. Questo è un ennesimo escamotage dell’ultima ora per togliere la parola ai cittadini”.
Attendiamo quindi fiduciosi…

Verdiana Amorosi

 

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