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È stato reso noto ieri lo stop della Germania al nucleare. Entro il 2022, i tedeschi diranno definitivamente addio all'energia prodotta dalle 17 centrali del paese, alcuni di queste già abbandonate all'indomani del disastro nucleare di Fukushima.

Atomo, addio, dicono i tedeschi. Ciò può significare soltanto una cosa: fonti rinnovabili . Il futuro energetico del paese infatti sarà imperniato sulle energie pulite. La decisione del governo tedesco di far ricorso a tali forme di energia è stata accolta con favore da parte della associazioni ambientaliste e da gran parte dell'opinione pubblica italiana.

"Gia oggi la Germania può contare sul 22% di energia rinnovabile – ha dichiarato Valerio Natalizia, Presidente di GIFI-ANIE -. Auspico che questa direzione possa essere seguita anche dall'Italia e dagli altri Paesi dell'Unione Europea. Il nostro impegno è quello di continuare a collaborare con il Governo per la definizione di un piano di sviluppo delle energie rinnovabili concreto ma ambizioso che tenga conto sia dei costi ma anche dei benefici a medio lungo termine. L’indipendenza e la sicurezza energetica sono oramai esigenze sempre più imprescindibili anche per il nostro Paese."

A tal proposito Natalizia tira in ballo il Quarto Conto Energia, recentemente approvato seppure con una coda di malumori appresso: "Un primo importante passo in questa direzione è già stato fatto con l'approvazione del IV Conto Energia - dice Natalizia - che permetterà di coprire quasi il 10% dei nostri consumi elettrici a fine 2016. Ritengo però che sia arrivato il momento anche per l'Italia di guardare oltre il 2020 per permettere all'industria di pianificare a lungo termine per il benessere economico della nazione".

Questa la dichiarazione di Angela Merkel: “Vogliamo che l'elettricità del futuro sia sicura, affidabile ed economicamente sostenibile. Servono vasti sforzi per promuovere le energie rinnovabili, il miglioramento dell'efficienza e la revisione della rete elettrica”.

Intanto continuano le iniziative dedicate al referendum sul nucleare. Proprio ieri, il WWF Italia ha presentato “Dimmi di Sì”, una videogallery autogestita che consente a tutti/e di esprimere il proprio Sì contro il Nucleare e la privatizzazione dell’acqua. Lanciata in concomitanza con la decisione dell'addio tedesco all'atomo, "Dimmi di Sì" consente di realizzare la propria ‘dichiarazione di voto’, attraverso un videomessaggio in cui si spiegano le proprie ragioni.

E il presidente di WWF Italia, Stefano Leoni, in merito alla decisione della Germania ha commentato: “Una grande lezione di serietà, rispetto alla quale è da rimarcare che in Germania si è tracciata una strada precisa, anche prendendo atto della chiarissima volontà della maggioranza dell’elettorato, che non ha gradito affatto rinvii dello stop. La decisione non avviene solo per motivi politici o per paura, ma per concretissimi motivi economici e gestionali legati alla sicurezza anche delle scorie: il Governo di Angela Merkel dichiara dunque che l’addio all’atomo entro il 2022 è “irrevocabile”, coerentemente con la politica dei Governi tedeschi degli ultimi decenni che hanno puntato su rinnovabili e ed efficienza energetica".

Francesca Mancuso

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