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Due settimane al voto, per noi italiani. Ma non per i nostri connazionali che vivono all'estero, per i quali le operazioni di voto sono già iniziate. Il Ministero degli Esteri infatti ha già reso note le modalità con cui gli italiani fuori dai confini potranno esprimere le proprie preferenze riguardo al referendum del 12/13 giugno.

Chi vota. Secondo la nota diffusa dalla Farnesina, potranno votare gli elettori residenti all’estero e alcune specifiche categorie di connazionali che si trovano temporaneamente fuori dall'Italia per motivi di servizio o missioni internazionali. In particolare, per i cittadini iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residente all'Estero) il voto verrà espresso esclusivamente per corrispondenza negli Stati con i quali il Governo italiano ha concluso apposite intese. Sono: Emirati Arabi Uniti, Nigeria, Benin, Ghana, Etiopia, Gibuti, Kuwait, Algeria, Giordania, Turchia, Eritrea, Paraguay, Kazakhstan, Kirghizistan, Grecia, Azerbaigian, Thailandia, Cambogia, Laos, Libano, Repubblica di Serbia, Germania, Svizzera, Liechtenstein, Colombia, Brasile, Slovacchia, Belgio, Romania, Ungheria, Argentina, Australia, Venezuela, Barbados, Grenada, Guyana, Moldova, Messico, Belize, Sri Lanka, Maldive, Danimarca, Senegal, Capo Verde, Gambia, Mali, Mauritania, Siria, Qatar, Irlanda, Guatemala, Vietnam, Finlandia, Egitto, Pakistan, Armenia, Afghanistan, Uganda, Burundi, Ruanda, Sudan, Ucraina, Rep. Dem. del Congo, Malaysia, Paesi Bassi, Bolivia, Malta, Perù, Portogallo, Regno Unito, Angola, Sao Tomè e Principe, Slovenia, Zambia, Lussemburgo, Spagna, Andorra, Nicaragua, Bahrein, Filippine, Palau, Mozambico, Swaziland, Oman, Bielorussia, Monaco, Principato, Uruguay, Federazione Russa, Kenya, Seychelles, India, Cipro, Norvegia, Islanda, Canada, Panama, Francia, Rep. Pop. Cinese, Mongolia, Montenegro, Repubblica Ceca, Sud Africa, Mauritius, Namibia, Kosovo, Ecuador, Marocco, Arabia Saudita, Lettonia, Costarica, San Marino, El Salvador, Santa Sede, Cile, Rep. Dominicana, Antigua e Barbuda, Haiti, Bosnia-Erzegovina, Repubblica di Corea, Rep. Pop. Dem. di Corea, Singapore, Ex Rep. Jugoslava di Macedonia, Bulgaria, Svezia, Estonia, Georgia, Honduras, Iran, Israele, Albania, Giappone, Tunisia, Polonia, Austria, Lituania, Stati Uniti d’America, Bahamas, Nuova Zelanda, Isole Cook, Samoa, Tonga, Camerun, Ciad, Croazia.

Gode del diritto di voto per corrispondenza anche l'altra categoria di votanti, che si trova temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali. Inoltre, essi potranno esprimere la propria preferenza anche “negli Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere apposite intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto del voto.

Come si vota. La procedura da seguire dipende dalla categoria di appartenenza. Gli elettori residenti nei paesi che hanno stipulato un'intesa con l'Italia ed iscritti all’AIRE riceveranno a domicilio entro il 29 maggio, da parte del Consolato di riferimento, il plico elettorale contenente le schede e le istruzioni sulle modalità di voto. In caso di mancata ricezione, dovranno recarsi di persona al consolato di riferimento per verificare la propria posizione elettorale. Diversamente, negli Stati dove non è stato possibile concludere tali intese e insieme nei paesi in la cui situazione internazionale non consente l’esercizio del diritto di voto gli elettori non potranno esercitare il voto per corrispondenza e quindi per votare devono tornare in Italia. In quest'ultimo caso, presentando istanza all’ufficio consolare della circoscrizione di residenza corredata del certificato elettorale e del biglietto di viaggio, avranno diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto.

I cittadini temporaneamente all’estero esprimono il voto per corrispondenza anche negli Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere apposite intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto del voto. Pertanto, nel caso in cui tali elettori non presentassero l’apposita dichiarazione nei termini previsti e decidessero di tornare in Italia per votare, non avrebbero diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto.

Voteranno dunque i militari e i dipendenti pubblici, previa dichiarazione inviata entro l'8 maggio al comando o amministrazione di appartenenza; i familiari conviventi dei dipendenti pubblici, qualora non iscritti all’AIRE, dovranno presentare anche la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in ordine allo stato di familiare convivente. Anche i professori universitari hanno fatto pervenire la dichiarazione entro l’8 maggio, all’Ambasciata/Consolato di riferimento, “unitamente alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti il servizio presso istituti universitari e di ricerca per una durata complessiva di sei mesi e la presenza all’estero da almeno tre mesi alla data del 4 aprile 2011”.

I cittadini temporaneamente all’estero esprimono il voto per corrispondenza anche "negli Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere apposite intese e negli Stati con intese ma la cui situazione politica o sociale non consente l’esercizio del diritto del voto". Pertanto, nel caso in cui tali elettori non presentassero l’apposita dichiarazione nei termini previsti e decidessero di tornare in Italia per votare, non avrebbero diritto al rimborso del 75% del costo del biglietto.

Infine, i cittadini italiani che si trovino temporaneamente all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate potranno votare per i referendum solamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio Comune di iscrizione nelle liste elettorali.

Tra i quesiti degli elettori all'estero è presente anche quello sul nucleare. "Interrompere il voto in corsa – secondo Greenpeace - sarebbe l'ennesimo paradosso causato dalle maldestre manovre del Governo".

 

Francesca Mancuso

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