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Il nucleare, come abbiamo avuto modo di documentare, è antieconomico, anacronistico e poco sicuro in tema di salute e ambiente. Ma il governo non molla e nonostante sia stato approvato il decreto Omnibus, che ferma la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia (ma fino a quando?), il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, torna all’attacco: "Continuiamo ad essere convinti che la scelta nucleare sia la più corretta per un Paese industrializzato come il nostro: siamo e rimaniamo un'anomalia all'interno delle potenze del G8 - ha detto il ministro durante l'assemblea annuale di Confindustria - il tema è però oggi la sicurezza".

Secondo Romani infatti, il ritorno all’energia atomica “è la scelta più corretta” (senza spiegare tuttavia come e perché) e i gruppi dell’opposizione, insieme agli ambientalisti, organizzano nuovi presidi davanti alla Cassazione, per ribadire l’importanza del referendum del 12 e 13 giugno 2011.

Ma c’è di più! Secondo Romani, l’esecutivo ha avuto “il coraggio e il senso di responsabilità di abrogare la legge che prevedeva l'installazione di centrali nucleari sul nostro territorio. Il programma nucleare, così come definito nel 2008/2009 è ormai superato dai tragici eventi di Fukushima, che sono andati ben oltre le aspettative".

E nonostante la tragedia giapponese, che sta spingendo tutto il mondo a smantellare le centrali già attive, il ministro Romani – e tutto il governo italiano – prosegue imperterrito sulla scelta del nucleare: “Siamo immersi nella scelta nucleare: importiamo e consumiamo energia nucleare; abbiamo centrali nucleari di prima e seconda generazione ai nostri confini; abbiamo e produciamo quotidianamente scorie nucleari. Dobbiamo quindi ragionare di conseguenza - ha continuato il ministro - porre l'attenzione sulla ricerca, sul trattamento e lo stoccaggio delle scorie se vogliamo davvero garantire la sicurezza dei nostri cittadini”.

Sconcertate naturalmente le associazioni ambientaliste, come Legambiente:
In linea con l’imbroglio del decreto omnibus votato ieri – ha fatto sapere Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - anche il Ministro Romani prosegue nel confondere le acque con dichiarazioni contrastanti tra loro. Da una parte, infatti, bolla il programma nucleare del 2008- 2009 come superato dopo i tragici eventi di Fukushima, ma allo stesso tempo proclama che la scelta nucleare è la più corretta per il nostro Paese, a suo dire “anomalo” rispetto agli altri del G8. Qual è l’anomalia dell’Italia secondo il Ministro? – a proseguito Dezza - Forse il fatto che mentre tutti abbandonano il nucleare noi lo scegliamo come base della nostra politica energetica? Di certo, la leggenda metropolitana della dipendenza dalle centrali vicine al nostro Paese, sostenuta anche oggi dal Ministro, non regge e gli italiani non ci credono. E lo sa il Ministro come lo sa anche il Governo. Ma tutto è lecito per aumentare la confusione intorno al referendum e alla questione nuclearista”.

Anche dall’opposizione si levano voci nette e risentite, come quella di Ignazio Marino, senatore del Pd:
"Il ministro Paolo Romani ha utilizzato parole nette sulla politica energetica del nostro Paese. La sua posizione chiarisce, anche se non ce n'era bisogno, la visione del governo che non intende rinunciare a supportare gli interessi economici di qualche centinaio di imprese sul nucleare. Nonostante la tragica lezione di Fukushima quindi – ha aggiunto Marino - la destra continuerà i propri progetti di sviluppo insostenibile a danno della sicurezza e della salute dei cittadini. Questa politica dissennata deve motivare ancora di più gli italiani a votare Sì ai referendum del 12 e 13 giugno”.

Più incisive le parole di Angelo Bonelli, leader dei Verdi:
“Le parole del ministro Romani sono sconcertanti e senza pudore – ha affermato - All'indomani del decreto truffa per impedire agli italiani di votare al referendum per fermare definitivamente l'atomo, un vero e proprio attentato alla democrazia, il ministro Romani conferma la scelta del governo di riproporre il nucleare: sono semplicemente senza vergogna. Dopo le parole di Romani il governo meriterebbe di essere processato per truffa”.

Per questo, nelle piazze italiane, ci saranno presto “presidi democratici in difesa dei referendum a partire da Piazza Cavour, sede della Cassazione che dovrà pronunciarsi su questo imbroglio”.

Verdiana Amorosi

 

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