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È calato il sipario sulle decisioni riguardanti il Quarto Conto Energia, che partirà tra qualche giorno, dal 1° giugno. Una decisione sofferta, a lungo dibattuta, che ha visto i Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico affrontarsi in un duello in cui, come spesso accade, chi ha avuto la peggio sono stati i consumatori.

Ricordiamo infatti che il nuovo decreto, che disciplina i nuovi incentivi al fotovoltaico, ha già portato ad un ribasso degli incentivi stessi, sebbene sia stata inserita una qualche forma di tutela verso chi decide di usufruirne, come ad esempio l'erogazione effettuata al momento effettivo dell'allaccio alla rete elettrica.

Ma, passato il momento caldo, numerose sono le reazioni che hanno riguardato il decreto sulle rinnovabili. Il Gifi (Gruppo delle imprese fotovoltaiche) che fa capo a Confindustria è l'unico ad esprimere soddisfazione riguardo al decreto. Il Presidente Valerio Natalizia aveva accolto così l’approvazione del provvedimento: “È un momento storico. Finalmente è stato firmato il decreto che permette all’intero comparto di ripartire e pianificare i prossimi 5 anni di attività. GIFI/ANIE è orgogliosa di aver contribuito in maniera sostanziale alla stesura del testo definitivo. La politica del dialogo portata avanti dalla nostra associazione ci ha permesso di portare dei correttivi fondamentali che hanno portato all’approvazione di un testo che garantisce lo sviluppo del mercato".

L’Aper invece ha recentemente fatto registrare un turn over, cambiando il presidente Roberto Longo, che dopo 15 anni ha lasciato la sua poltrona ad Agostino Re Rebaudengo. Quest'ultimo, in merito al Quarto Conto Energia, ha fatto sapere in una nota: “Le rinnovabili sono, senza dubbio, una delle più grandi sfide per il nostro Paese rappresentano un’opportunità economica e un futuro sostenibile, anche per i nostri figli. Come nuovo presidente APER mi sento di confermare la volontà dell’Associazione di ritrovare, con il Governo, le istituzioni finanziare e le altre associazioni, una nuova fase propositiva che permetta al nostro settore di continuare a crescere e creare nuovi posti di lavoro”.

Intanto, le attività di Aper contonuano nonostante gli avvicendamenti tanto che il 16 giugno prossimo ci una giornata di approfondimento dedicata alle novità introdotte dal nuovo decreto in materia di autorizzazione e incentivi: “Il decreto rinnovabili e l’impatto su mercato e finanza”.

L'Ises Italia, invece, cancella temporaneamente l’XI edizione de I Giorni delle Rinnovabili. Si legge sul sito dell’associazione: La recente approvazione del Decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2009/28 CE sulle fonti rinnovabili e le conseguenze a esso connesse hanno creato una situazione di incertezza che rischia di bloccare lo sviluppo del settore delle rinnovabili e di provocare un duro colpo all’economia nazionale già fortemente in crisi. Il provvedimento, infatti, potrebbe generare addirittura la paralisi del settore: il sistema bancario ha già annunciato la sospensione dei finanziamenti previsti e molte aziende si ritrovano improvvisamente con i loro investimenti a rischio, circostanza che coinvolge decine di migliaia di posti di lavoro e impedisce la creazione di nuove opportunità occupazionali”. Per questo “ISES ITALIA ha deciso di concentrare l’attenzione e gli sforzi proprio sulla risoluzione delle problematiche in atto, ritenendo opportuno rimandare l’XI edizione de I Giorni delle Rinnovabili.

Assosolare, dal canto suo non si arrende. E pur non approvando quanto riportato dal nuovo decreto, organizza una giornata di approfondimento per il prossimo 14 giugno: "Decreto Rinnovabili e IV Conto Energia, tutte le novità normative"

Ancora più agguerrita Sos Rinnovabili, che non smette di lottare e rilancia la sfida al governo con la sua “Azione di risarcimento”: La lotta contro il decreto Romani – si legge sul sito - si conduce con l'impegno e la trasparenza, due elementi che SOS rinnovabili ha sempre rivendicato come ragioni fondanti della sua attività. Per questo abbiamo promosso la raccolta di fondi per finanziare l'azione legale mirata ad ottenere il risarcimento dei danni subiti dalle nostre aziende. Un'azione che dovremo condurre in tutte le sedi abilitanti. E sopratutto dovremo pagarci da soli. Tutti giorni daremo l'informazione in tempo Reale sulla raccolta dei contributi e dei mandati legali. Documenteremo il modo in cui decideremo, insieme, di spendere queste somme per sostenere l'azione che ci sarà indicata dagli studi legali selezionati. Dovremo comunque impegnarci tutti, per raccogliere fondi in grado di sostenere i nostri diritti e di vincere anche la battaglia della comunicazione, rompendo il muro del silenzio”. È possibile scaricare il mandato direttamente dallo sito sul quale si scorge anche un contatore dei fondi raccolti, che tutt'ora conta circa 28 mila euro.

Francesca Mancuso

Scarica la bozza approvata

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