napolitano

Il Decreto Omnibus è ormai passato alla Camera. In attesa del giudizio della Cassazione, che secondo i Circoli di Fimiani, sarà inutile, si levano le voci di protesta.

Dopo l'Idv di Di Pietro, che chiede aiuto al Presidente Napolitano, il Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare spiega perché, nonostante il passo indietro del Governo sul programma nucleare in Italia, sia comunque utile andare a votare: “Un governo in piena crisi emotiva, spaventato dai sondaggi e dalla prova generale del referendum andata in scena in Sardegna, dà un colpo di spugna al proprio programma atomico. Per gli italiani è già una vittoria. Ma ci riproveranno: per questo vogliamo il referendum”.

In ogni caso, l'addio, o meglio l'arrivederci italiano ai programmi nucleari, non è del tutto una cattiva notizia. Anzi, il Comitato ne parla anche in termini di vittoria. “Frutto della pressione dell’opinione pubblica e di un nuovo movimento antinucleare che non si scioglierà, per evitare colpi di coda” spiegano. Contenti, ma non fessi visto che secondo il Comitatonelle intenzioni del governo questo è solo un arrivederci: per questo vogliamo che gli italiani non vengano espropriati del loro diritto a dare, il 12 e 13 giugno, l’addio definitivo all’atomo”.

Meno convinto il WWF Italia, che già ieri aveva parlato del nuovo Decreto Omnibus come di uno ‘scippo’ del referendum sul ritorno del nucleare in Italia.Il Governo, che ha posto la fiducia sul decreto legge Omnibus, approvato dall’Aula di Montecitorio, dimostra che in materia di energia nucleare non solo non si fida degli italiani, ma neanche del Parlamento: la sovranità popolare - diretta e indiretta - è definitivamente calpestata dall’Esecutivo” ha dichiarato Stefano Leoni, presidente del WWF Italia. “Per questo – prosegue Leoni – ho deciso di inviare una lettera al Capo dello Stato, che dovrà promulgare la legge di conversione del decreto Omnibus, che contiene la norma-bluff per disattivare il quesito referendario, e con cui si mantiene il rilancio del nucleare”.

Due sono le questioni sollevate dal WWF nella lettera inviata a Napolitano: “Il Governo con un proprio emendamento presentato nel corso dell’iter di conversione del decreto legge – in questo modo aggirando il preventivo esame del Presidente della Repubblica in sede di emanazione – e definitivamente approvato dal Parlamento con il voto di fiducia posto dall’Esecutivo, può impedire agli italiani di pronunciarsi sul referendum? 2. Questa modalità di operare del Governo è costituzionalmente compatibile con l’istituto referendario quale tipico mezzo di esercizio della sovranità popolare?

Francesca Mancuso

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