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È stato presentato ieri mattina a Roma l'annuario dei dati ambientali dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) per l'edizione 2010. Nonostante qualche buona notizia ci sia, a destare preoccupazione sono soprattutto le frane.

A fronte di un aumento della superficie boschiva legata alle attività di afforestazione e di riforestazione oltre che alla naturale espansione delle aree forestali, il rapporto ha mostrato come ci sia un elevato numero di comuni italiani, ben 5.708 (pari al 70,5% del totale), interessati da cedimenti e smottamenti. Di questi, 2.940 sono classificati con livello di attenzione molto elevato, 1.732 con livello elevato e 1.036 con livello medio.

Ad aggravare la situazione, sono anche gli incendi che solo nel 2009 hanno distrutto circa 31 mila ettari di boschi, il 40% dei quali in Sardegna. Tale situazione ha un risvolto negativo anche per l'inquinamento visto che gli incendi hanno causato sempre nello stesso anno l’emissione nell'atmosfera di circa 2,9 milioni di tonnellate equivalenti di anidride carbonica, pari allo 0,6% del totale nazionale delle emissioni di gas serra.

E non è tutto. Il 2009 è stato il 18esimo anno consecutivo con anomalia termica positiva. Tradotto in cifre, ciò significa che il numero di giorni estivi è aumentato, superando la media climatologica del 24% circa e il numero di notti tropicali estive del 75% circa.

Nel corso del 2009 – ha spiegato Stefano Laporta, Direttore Generale dell’ISPRA - la crisi economica globale che ha coinvolto i mercati economici ed energetici ha avuto effetti limitati sui trend climatici. L’aumento della temperatura a livello globale e in Europa osservato negli ultimi decenni – ha continuato Laporta - è inusuale. In Italia, analogamente ai tre anni che lo hanno preceduto, il 2009 è stato un anno sensibilmente più caldo della norma con un’anomalia media di +1,19 °C.

Infine, per ciò che concerne i gas serra, il nostro paese nel 2009 ha fatto registrare un altro dato negativo: il 45% delle stazioni di monitoraggio di PM10 ha superato il valore limite giornaliero. E ciò ha avuto luogo soprattutto nelle grandi città dell’area padana.

L’Annuario dei dati ambientali non è una forma di comunicazione in tempo reale di dati oggettivi, ma un documento di analisi dei trend dei fenomeni descritti”, ha commentato il Prof. Bernardo De Bernardinis, Presidente dell’ISPRA. “Gli indicatori adoperati consentono l’esame della catena causa-effetto nel processo di impatto delle attività umane sull'ambiente, permettendo di verificare l’efficacia degli interventi adottati ed evidenziando la potenziale eventualità di situazioni critiche, se non emergenziali. A tale scopo – ha chiarito De Bernardinis - è stata data maggiore importanza alla robustezza dell’informazione rispetto alla tempestività del dato, di competenza anche di altre Istituzioni”.

Francesca Mancuso

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