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Era circa un anno fa quando in Islanda, l'impronunciabile vulcano Eyjafjallajokull scatenò il panico su mezza Europa per via delle ceneri vulcaniche dovute alla sua eruzione. E la situazione si è da poco riproposta con Grimsvoetn, altro cratere attivo nella zona sudorientale dell'Islanda.

Iniziata sabato, l'eruzione vulcanica ha già portato in un primo momento alla chiusura dello spazio aereo della Groenlandia e della Danimarca fino a nuovo ordine, anche se l'agenzia danese per il controllo del traffico aereo, la Naviair ha fatto sapere che l'aeroporto internazionale di Kevaflik sarà riaperto tra qualche ora, alle 14. Diversa la situazione nel resto dell'Europa. Non è prevista infatti alcuna chiusura dello spazio aereo europeo né per oggi né per domani.

A sostenerlo è stato l'Eurocontrol che ha già fatto le previsioni per i prossimi giorni: "La nuvola di cenere alta fino a 8-12 km dovrebbe arrivare sul nord della Scozia martedì, per poi raggiungere nella giornata di giovedì la zona ovest dello spazio aereo francese e il nord della Spagna".

Ma l'attività del vulcano non può di certo considerarsi conclusa, anzi. La colonna di fumo che si vede uscire dal cratere è ormai stabile a circa 10 km di altitudine e secondo gli esperti islandesi l'eruzione potrebbe durare anche una settimana o due.

Il Grimsvoetn che si trova sotto il ghiacciaio Vatnajoekull nel sud-est dell'Islanda è considerato il vulcano più attivo dell'isola. Tra il 1922 e il 2004 ha fatto registrare ben 9 eruzioni. In un primo momento, le sue ceneri lo scorso sabato hanno raggiunto l'altezza massima di 15 chilometri.

Rimane comunque alta l'allerta visto che domani la densa colonna di fumo potrebbe raggiungere la Scozia per poi scendere anche in Francia e Spagna.

Francesca Mancuso

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