Tremiti

Appuntamento sabato 7 maggio alle ore 10 al porto di Termoli per tutti quelli che vorranno far sentire la propria voce contro le trivellazioni petrolifere della Petrolceltic Italia al largo delle Isole Tremiti, autorizzata dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Si mobilita il popolo di Puglia, Abruzzo e Molise, sostenuto e accompagnato dagli ambientalisti, dalle istituzionilocali e da ben 280associazioni provenienti anche dalla Basilicata e dal nord Italia.

Un grido di protesta a cui si prevede parteciperanno 11.000 persone, che indosseranno un foulard nero per protestare contro una delle decisioni più azzardate e scellerate degli ultimi tempi in tema di salvaguardia ambientale. I tentativi della Prestigiacomo di convincere le popolazioni coinvolte nelle trivellazioni con rassicurazioni poco realistiche, non ha fermato i rappresentanti dei territori, che ieri si sono riuniti in Comune a Termoli in una riunione operativa coordinata dall'Assessore comunale all'Ambiente Luigi Leone e a cui erano presenti forze dell'ordine, imprenditori turistici e rappresentanti della rete di associazioni interessate.

È stato così deciso il raduno al porto, in attesa dell'arrivo dei tremitesi; da lì si proseguirà verso il centro storico per poi raggiungere la spiaggia del lungomare nord dove verrà inscenato uno spiaggiamento a ricordo di quello dei capodogli accaduto nel 2009 a Foce Varano. Da lì il rientro nel piazzale portuale, per dar voce agli interventi delle associazioni.

Un sostegno sentito e concreto è arrivato anche dal presidente della Provincia di Campobasso, Nicola D'Ascanio, che ha scritto al cantautore Lucio Dalla per chiedergli di unirsi alla protesta, facendo appello non solo alla vocazione ambientalista del cantautore, ma anche al suo amore per questi luoghi, dove ha una residenza. Lo stesso appello è stato fatto a Renzo Arbore, pugliese di nascita, con la speranza che la loro partecipazione aumenti l'eco della manifestazione. E al coro dei NO si unisce un altro personaggio in vista, Vladimir Luxuria, che il 7 maggio non potrà essere presente, ma si impegna a portare sugli schermi la questione Tremiti e a fare da cassa di risonanza agli appelli degli amministratori: "La nostra Costituzione - dice l’on. Luxuria - indica all’articolo 9 la tutela del paesaggio e dell’ambiente quali priorità della Repubblica: sarebbe un colpo mortale all’equilibrio ecologico, alla catena alimentare avviare le trivellazioni".

"Termoli ospiterà questa grande manifestazione che vede unite tutte le rappresentanze istituzionali e associazioni di categoria - ha commentato l'assessore Leone - la salvaguardia dell'ambiente diventa peculiarità per uno sviluppo economico sostenibile. Il programma delle trivellazioni è in controtendenza perfino con le indicazioni del federalismo".

E al fianco dei cittadini che dicono no alle trivellazioni in Adriatico si schiera anche Legambiente che con una lunga nota stampa spiega l'inutilità dell'operazione voluta dal Governo: "Secondo le stime del Ministero dello sviluppo economico – scrive l'associazione arcobaleno – la ricerca forsennata per individuare ed estrarre petrolio in Italia potrebbe portare al massimo circa 130 milioni di tonnellate (totale delle riserve ancora recuperabili) e anche estraendo tutto il petrolio recuperabile nel sottosuolo e sotto il mare italiano, la quantità ottenuta sarebbe sufficiente, ai consumi attuali, a garantire l’autonomia per soli 20 mesi”. Ammissione che palesa il fatto che “l’estrazione di petrolio non conviene sia per l’esigua quantità ottenibile dai giacimenti italiani ma ancor di più perché compromette irrimediabilmente il patrimonio paesaggistico e naturale delle nostre coste ponendo una grave ipoteca sullo sviluppo e la tutela di ampie aree del mare e del territorio italiano

Le nuove trivellazioni in tutti i mari italiani sono incompatibili con lo sviluppo di attività sostenibili come il turismo di qualità e la pesca – aggiunge il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafanie poi non servono all’Italia. Per questo Legambiente scenderà in piazza a fianco dei cittadini e degli Enti locali per chiedere al Governo di ripensare questa politica pericolosa che garantisce solo ricchi affari alle aziende petrolifere e nessun beneficio reale per la collettività italiana”.

«In nome di una presunta indipendenza energetica – conclude Ciafani – assistiamo al rilancio di modelli tanto vecchi quanto pericolosi come il nucleare e il petrolio. Scelte che non risolvono i problemi energetici del nostro Paese, ma che al contempo minacciano oggi e in futuro i territori in cui vengono attuate».

Appuntamento dunque per sabato 7 maggio, ore 10.30 al porto di Termoli, per dire NO all'ennesimo scempio annunciato delle nostre coste.

Eleonora Cresci

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