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Le attività del Comitato referendario contro il nucleare non si ferma. Le associazioni non si fermano. Perché ci dovremmo fermare noi cittadini?

L'emendamento che ieri ha sollevato animi e reazioni per il presunto dietrofront del Governo sul nucleare, ha oggi visto il ministro Romani specificare che: "I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere tra poche settimane fra un programma di fatto superato o una rinuncia definitiva sull'onda dell'emozione, assolutamente legittima, dopo l'incidente di Fukushima, senza però avere sufficienti elementi di chiarezza. Con l'emendamento vengono abrogate tutte le norme oggetto del quesito referendario".

Le reazioni delle associazioni non si sono fatte attendere. Legambiente, per voce del suo Presidente nazionale, Vittorio Cogliati Dezza, afferma: Tutto ciò è profondamente scorretto e dannoso per i cittadini - ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza –. Con questa sorta di pubblicità ingannevole, infatti, si cerca di far calare l’attenzione sul referendum e sulla necessità di andare a votare per vincere definitivamente la sfida della modernità che deve essere basata sulle fonti rinnovabili e pulite. Noi non smetteremo di parlare dei rischi del nucleare e di sollecitare i cittadini ad andare a votare fin quando questo governo non farà azioni concrete per cancellare ogni ipotesi di ritorno all’atomo attraverso l’abrogazione delle norme per la realizzazione delle centrali”.

Il WWF, che ieri aveva assunto una posizione abbastanza soddisfatta alla notizia dell'emendamento del rinvio del ritorno al nucleare, oggi ad una lettura più approfondita dell'emendamento, ha ribadito la necessità di andare comunque alle urne: "L'emendamento presentato al Senato ha come unica conseguenza quella di un'abrogazione delle disposizioni sottoposte a quesito referendario ma non del complesso di norme che hanno rilanciato il nucleare in Italia. Questo significa che in realtà si dovrebbe andare in ogni caso alle urne", ha commentato Stefano Leoni, presidente del WWF Italia.

Ora dopo ora, più che uno stop quello del governo sembra un pit stop, una pausa strumentale e transitoria per evitare di ricevere una mazzata dagli italiani al referendum e pure alle amministrative. Ma senza cambiare rotta”. Con questa parole il Comitato "Vota Sì per fermare il nucleare"– oltre 70 associazioni unite nella battaglia per il referendum del 12 e 13 giugno – commenta le dichiarazioni del ministro Paolo Romani al Senato.

Da segnalare un video divertentissimo diffuso in rete proprio dal Comitato, e che fotografa con sarcasmo un nucleare alla "Simpson" tutto italiano.

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