radioattivit_Italia

"I valori di iodio 131 e cesio 134 e 137 non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario e radioprotezionistico". È questa la rassicurante conclusione alla quale sono giunti in questi giorni sia l'Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente (ARPA) dell'Emilia-Romagna, sia l'Istituto Superiore per la Ricerca e la Prevenzione (ISPRA). In base ai risultati delle continue misurazioni effettuate in data 15-16-17 aprile sul particolarato atmosferico e su altre matrici ambientali e alimentari (ad esempio latte e vegetali a foglia larga), l'ultimo aggiornamento (18 aprile 2011) pubblicato nei siti internet dei rispettivi istituti di ricerca è senza dubbio il più rassicurante.

Esso mette infatti chiarezza sugli effetti che la nube radioattiva di Fukushima – giunta un paio di settimane fa in Italia e nel resto d'Europa – ha avuto su aria, terra e (alcuni) alimenti presenti in tutta la penisola. Le 54 stazioni della rete automatica di monitoraggio dell'ISPRA hanno misurato i radionuclidi naturali presenti nell'aria e nel suolo (oltre che dalla radiazione cosmica) confermando l'abbassamento progressivo dei valori di iodio 131 e cesio 134 e 137.

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La situazione è dunque sotto controllo, tanto che da oggi in poi il campionamento non avverrà più a cadenza giornaliera ma bisettimanale – lunedì e giovedì. In particolare:

  • particolato atmosferico: due campioni settimanali;
  • deposizione totale: un campione settimanale;
  • vegetali: un campione settimanale;
  • latte: un campione settimanale.

Ad ogni modo, più che i dati tecnici con tanto di valori sievert (Sv) (unità di misura della dose equivalente di radiazione nel Sistema Internazionale nonché misura degli effetti e del danno provocato dalla radiazione su un organismo) e becquerel (Bq) (unità di misura del Sistema internazionale dell'attività di un radionuclide, definita come l'attività di un radionuclide che ha un decadimento al secondo) – comunque visionabili a chi fosse interessato qui e qui – per avere un riscontro oggettivo della verginità radioattiva del nostro territorio sono sufficienti alcuni passi dell'aggiornamento firmato ISPRA; tipo: "le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori di concentrazione rilevati con le prime misure nei vegetali a foglia larga e nel latte sono notevolmente inferiori ai livelli massimi ammissibili stabiliti dai regolamenti Euratom. E ancora: si conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell’intensità di dose gamma in aria dell’ISPRA non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale".

Almeno per il momento, dunque, nessun pericolo né per la salute dell'ambiente né per quella dell'uomo.

Roberto Zambon

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