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"Eliminare l'energia nucleare dal nostro futuro". È questo il messaggio lanciato stamattina dagli attivisti di Greenpeace che hanno realizzato un blitz a Vienna proprio davanti alla sede dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) per chiedere ai rappresentanti dei Paesi riuniti nel Comitato di sicurezza di cominciare a muoversi verso "graduale eliminazione dell'energia nucleare a livello globale".

Gli attivisti dell'associazione dell'arcobaleno hanno ricreato una zona di evacuazione simbolica davanti il palazzo dell'AIEA proprio in concomitanza della sessione finale della Convezione sulla Sicurezza Nucleare (CNS) dove è stata montata una torre di raffreddamento fumante e srotolato lo striscione.

"I disastri di Fukushima e Chernobyl provano che il nucleare non potrà mai costituire un metodo sicuro per la produzione di elettricità, nonostante gli sforzi dei governi e dell'industria nucleare di minimizzare i rischi - sostiene Alihan Tumer, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace International -. C'è un solo modo per garantire il nucleare sicuro: eliminarlo”. "I paesi rappresentati qui oggi a Vienna – continua Tumer - devono imparare la lezione di Fukushima e si devono impegnare ad abbandonare gradualmente l'energia nucleare e a investire sull'efficienza energetica e sulle fonti di energia sicure, pulite e rinnovabili”.

Il blitz che è stato effettuato a pochi giorni dall'annuncio del governo giapponese di classificare la crisi di Fukushima allo stesso livello 7 di Chernobyl è stato effettuato da Greenpeace anche per criticare l'AIEA che durante la catastrofe nucleare in Giappone avrebbe fornito informazioni contraddittorie e poco trasparenti.

"In Italia, con il referendum del 12 e 13 giugno, saremo chiamati a decidere sul ritorno del nucleare nel nostro paese. La moratoria di un anno del Governo è solo una truffa per far credere ai cittadini che del referendum non ci sia più bisogno. Ma gli italiani non perderanno questa occasione storica per fermare di nuovo una tecnologia costosa, pericolosa e di cui l'Italia può fare benissimo a meno" conclude Salvatore Barbera, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace Italia.

Simona Falasca

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