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Alla fine lo ha fatto! La Prestigiacomo ha deciso di autorizzare le trivellazioni a largo del Parco Nazionale del Gargano, uno dei luoghi più preziosi della nostra penisola, sia per bellezze paesaggistiche che per la varietà e la rarità della fauna marina.

Dopo il drammatico incidente nel golfo del Messico, la Prestigiacomo aveva deciso di rinviare qualsiasi decisione circa l’avvio delle trivellazioni a largo della Puglia, ma una volta passata la paura, è tornata sull’argomento prendendo la più scellerata delle decisioni.

Immediate, naturalmente, le proteste dei cittadini e degli amministratori locali: L'avvio di tale attività e la sua eventuale, non auspicata, futura espansione - ha fatto sapere Stefano Pecorella, Commissario del Parco Nazionale del Gargano - fanno sorgere spontaneamente forti perplessità circa la possibilità di assicurare stabilità e prospettiva concreta al raggiungimento dell'obiettivo di tutela ambientale delle nostre ancora splendide aree protette terrestri e marine. Profondiamo quotidianamente sforzi, nelle difficoltà finanziarie dei nostri enti, per la crescita della cultura della cura dell'ambiente e perché questa poi si tramuti in una migliore qualità della vita dei nostri cittadini e di fronte ad ogni pericolo, o anche presunto tale, è giusto e doveroso che ognuno possa far sentire la propria voce, democraticamente e nelle sedi opportune''.

Tra l’altro – come sottolinea Pecorella, la Prestigiacomo ha dato la sua autorizzazione a trivellare in una preziosa riserva marina senza consultare il parere degli enti locali, come la Provincia di Foggia, l’ente Parco e la Regione Puglia, che invece avrebbero dovuto essere ascoltati preventivamente.

Da qui l’iniziativa di Pecorella, che chiede ai diciotto sindaci della zona di riunirsi per intervenire attivamente: “Vi invito, data l'urgenza del caso, il giorno 12 aprile alle ore 17.00, presso la sede dell'Ente Parco Nazionale del Gargano per discutere ogni iniziativa utile, opportuna e necessaria per manifestare il nostro pensiero di Comunità del Parco riguardo le attività che saranno intraprese a seguito del citato decreto ministeriale. Confido nella Vostra sensibile ed importante partecipazione”.

E nostro compito far valere le regione di questo territorio – ha continuato il Commissario - per contrapporci a quel decreto nelle modalità più opportune sia che esse siano legali sia attraverso democratiche e civili manifestazioni. Al momento le decisioni prese non soddisfano affatto gli interessi legati alla biodiversità. Lotteremo strenuamente con tutte le nostre forze fin quando non avremo fatto valere le ragioni di questo nostro territorio”.

Sconcertato anche il presidente di Legambiente, che ha aggiunto come l’avvio delle trivellazioni nel Gargano “significherebbe la distruzione di un patrimonio eccezionale come quello delle Tremiti e le quantità di petrolio estratte sarebbero non significative e non aiuterebbero il Paese a rendersi maggiormente autonomo rispetto alle importazioni dall'estero”.

Contrario anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, intento a fermare questo “scellerato tentativo di aggressione del territorio" annunciando anche che prenderà in considerazione qualsiasi attività giuridica utile per bloccare e impedire i lavori.

A rischiare la devastazione oggi non è un territorio qualunque, ma una riserva marina di importanza strategica non solo per la salvaguardia della biodiversità, ma anche per il turismo, come ha detto Peppino Calabrese, ex sindaco delle Tremiti, teme ripercussioni negative sul turismo: “Quello dei due ministri è un colpo di mano, uno schiaffo a tutti noi”.
La Puglia lo ha capito da tempo, possibile che Abruzzo e Molise non sappiano vedere aldilà del loro naso e far sentire la loro voce?

Verdiana Amorosi

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