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"Le preoccupazioni di milioni di persone in tutto il mondo sulla sicurezza dell'energia nucleare devono essere prese sul serio". A dirlo è nientemeno che Yukiya Amano, attuale presidente dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA).

L'occasione di ribadire un ripensamento mondiale sull'energia atomica a fini pacifici è arrivata con la “quinta conferenza di revisione” della Convenzione sulla sicurezza nucleare, meeting a cadenza triennale che, programmato ben prima del disastro di Fukushima, si sta svolgendo proprio in questi giorni a Vienna, nel quartier generale dell'IAEA. Con toni e modalità, inutile dirlo, pesantemente influenzati dall'incidente della centrale giapponese.

"L'adesione rigorosa agli standard più elevati di sicurezza e piena trasparenza" ha dichiarato il presidente Amano durante la sessione d'apertura dei lavori – sono vitali per recuperare la fiducia dell'opinione pubblica nel nucleare". Il monito è chiaro, e le parole assumono ancora più importanza se si pensa all'autorevolezza dell'IAEA. Un'autorevolezza costruita negli anni e basata sul fatto che l'organizzazione indipendente fondata nel 1957 – ufficialmente “agenzia specializzata delle Nazioni Unite ha sempre svolto nel corso degli anni un ottimo lavoro, tanto da meritare nel 2005 il Premio Nobel per la Pace.

Tuttavia, se le parole di Amano, da un lato, fanno sperare in un futuro più sicuro, dall'altro non lasciano spazio a dubbi: nel futuro ci sarà ancora il nucleare. "Sono fiducioso che le importanti lezioni imparate dall'incidente in Giappone porteranno sostanziali miglioramenti nella sicurezza operativa, nella regolazione e nella cultura della sicurezza. Della serie: non è possibile un mondo senza nucleare. Eppure, esempi di fonti di energia pulita alternativi, gli stessi di cui noi parliamo ogni giorno, si sprecano, ed esistono Report che dimostrano come un futuro 100% rinnovabile sia tutt'altro che utopistico.

Allora è chiaro che l'esistenza dell'IAEA dipende proprio dalla fonte di energia che cerca di rendere sicura, o forse, senza guardare ai paradossi, è altrettanto chiaro che il bando totale e definitivo del nucleare appare così difficile da sembrare, purtroppo, soltanto un sogno.

Roberto Zambon

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