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In Italia a fare informazione sui rischi del nucleare in questi giorni in cui i pericoli di contaminazione radioattiva hanno fatto tornare il mondo indietro di 25 anni, sono, paradossalmente, soprattutto i comici, come Beppe Grillo, o i programmi di satira, come quello de “Le Iene” di Italia1.

Dopo i fatti di Fukushima infatti, il mondo non solo si interroga sull’opportunità del nucleare, ma si preoccupa di evitare altri eventuali disastri, facendo ulteriori controlli e cercando modi alternativi per produrre energia senza pericolo.

E il nostro Paese? Sta a guardare! Secondo quanto riportato ieri sera dalle Iene, con il video di Matteo Viviani, nel nostro Paese – specie in Piemonte – ci sono diversi siti di stoccaggio di scorie radioattive assolutamente incustodite e pericolose. In pratica basterebbe una lieve scossa di terremoto o l’azione folle di un terrorista dell’ultima ora per generare una vera e propria catastrofe tutta italiana.
Insomma, se la nube radioattiva proveniente dal Giappone presenterebbe livelli bassi di iodio-131 e non desterebbe quindi particolari preoccupazioni – le nostre scorie, che in silenzio rischiano di inquinare pesantemente terreni e falde acquifere qualche preoccupazione la destano eccome.

Intanto, preoccupati per l’ambiente e la propria salute, gli italiani si informano sempre di più in rete (invece che dai giornali o dalle tv) e attingono informazioni soprattutto dai blog, come quello di Beppe Grillo, da sempre impegnato per l’ambiente.
Uno dei post presenti sul sito del famoso comico genovese, scritto da Diego Palmanova qualche giorno fa, con il titolo “Mappa della radioattività in Italia”, dice chiaramente che “Da quando è arrivata la nube radioattiva alcune persone si sono attrezzate e hanno misurato il livello di radioattività. Sarebbe utile creare una rete di rilevazione in tutta Italia e fornire i dati attraverso il blog".
In breve il concetto che emerge dall’informazione “alternativa” a quella ufficiale è semplice: i rischi e i pericoli non vengono affrontati (se non per qualche secondo) dalle fonti di informazione ufficiali.

Intanto però, le radiazioni in Emilia Romagna ci sono, e nonostante le rassicurazioni provenienti dal ministero e dall'ARPA che sta monitorando costantemente la situazione, la paura è tanta come dimostra anche la sorta di psicosi collettiva che sta portando molti ad acquistare le pillole di ioduro di potassio che, ricordiamo, devono essere assunto soltanto in presenza di una precisa raccomandazione di sanità pubblica in tal senso. Ma si sà la paura va a braccetto e si alimenta con la poca informazione che, quando si tratta di nucleare, visti anche i grandi interessi che ruotano intorno e le tante omissioni che sull'argomento vengono fatte a partire dalle istituzioni giapponesi, sarebbe necessario da parte soprattutto delle istituzioni e dei maggiori organi di informazione, ormai impegnati a coprire la guerra in Libia, più chiarezza possibile.

Nel frattempo per tutti gli aggiornamenti ufficiali sulla situazione della nube radioattiva in Italia, rimandiamo al sito dell'ISPRA

Verdiana Amorosi

(tanks to: Daniele Savini)

Guarda il video sulla radioattività in Italia mandato in onda ieri dalle IENE

Leggi tutti i nostri articoli sulla nube radioattiva

Leggi tutti gli aggiornamenti sulla crisi nucleare in Giappone

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