centrale_di_fukushima

La situazione della centrale nucleare di Fukushima Naichii, non tende a migliorare. Se da una parte c'è uno scontro tra Greenpeace ed il governo giapponese sull'entità del disastro, secondo le catalogazioni standard, dall'altra c'è preoccupazione per i dati uficiali di radioattività e per alcune notizie delle ultime ore, quali ad esempio quella di probabile contaminazione di alcuni operai attualmente al lavoro.

Iniziamo dallo scontro in atto tra Greenpeace e le autorità locali giapponesi. Come forse saprete, l'attuale livello di catalogazione dell'incidente è pari a 6, su una scala che va da 1 a 7, secondo l'International Nuclear Event Scale (INES). Chernobyl, per farci un'idea, è stato catalogato al 7° livello. La sezione tedesca dell'associazione ambientalista ha incaricato il prof. D.Hirsch di capire se la misurazione fatta dai giapponesi sia opportuna. Il professore ha dimostrato che il disastro deve essere collocato al massimo livello. Lo studio ha rilevato che la quantità totale di radionuclidi di iodio-131 e cesio-137, rilasciata a Fukushima tra l'11 e il 13 marzo 2011, equivale al triplo del valore minimo per classificare un incidente come livello 7 nella scala INES.

La gravità dell'incidente nucleare è supportato anche dai dati relativi alla radioattività delle acque antistanti Fukushima, che oggi sono misurate in 1.850 volte oltre il limite di sicurezza. Anche se l'agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, ha escluso minacce immediate per la vita acquatica e per le popolazioni.

Alcuni operai sono risultati contaminati dopo che si sono accorti che lavorando al reattore numero 2 avevano inavvertitamente immerso i piedi nell'acqua, esponendosi così alla radioattività.

Infine il bollettino aggiornato del tremendo prezzo pagato al sisma e allo tsunami è salito a più di 27.000 tra morti e dispersi. L'attenzione mediatica è calata ma l'entità del disastro non è migliorata.

Redazione greenMe.it

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