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Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha cercato di rassicurare gli operatori del settore fotovoltaico:"il quarto conto energia consentirà alle aziende del settore la programmazione di investimenti per un mercato maturo di lungo periodo in vista degli obiettivi europei del 2020" ha detto il premier. Ma quel che è certo, comunque, è che il terzo conto energia si fermerà al 31 di Maggio 2011. Lo ha ribadito, in maniera lapidaria, il Ministro Paolo Romani, proponente del contestato Decreto, il Decreto Romani appunto, sulle energie rinnovabili, di recepimeto della Direttiva Europea ed approvato il 3 marzo. In ogni caso il Ministro ha promesso che, entro due settimane, sarà approvato il nuovo sistema di incentivi in vigore, dunque, dal primo di Giugno 2011.

Nessuna novità, quindi, dall'incontro di martedì scorso tra il Ministro dello Sviluppo Economico, il Ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan e il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo , che hanno ricevuto i rappresentanti del settore bancario, delle aziende attive nel comparto dell'energia rinnovabile ( ma non tutti sono stati convocati, e questo ha scatenato ulteriori proteste), dei gestori di rete e delle associazioni dei consumatori. Tuttavia i rappresentanti del Governo hanno ribadito che saranno garantiti i diritti acquisiti sostenendo anche che i futuri incentivi saranno il più vicino possibile a quelli del 2010 e saranno applicati con grande gradualità, evitando di svilire un settore giudicato “tanto importante” e che, secondo Legambiente, se sostenuto adeguatamente, potrebbe coprire nel 2020 il 35% dei consumi nazionali. Si attende, dunque, il nuovo Decreto attuativo che definirà gli incentivi al fotovoltaico in vigore dal primo di Giugno, senza periodi transitori.

A favore dell'operato del Governo si è schierato anche il presidente di Assocarta Paololo Culicchi, definendo scandalosa e faziosa la «campagna di disinformazione» alla quale stiamo assistendo. «Non possiamo mantenere un sistema di incentivi palesemente superiore del 30%-40% a quelli degli altri paesi europei, Francia e Germania in primis». Dello stesso parere anche il presidente della Piccola industria di Confindustria, Vincenzo Boccia, anch'egli concorde con il fatto che una razionalizzazione del vecchio sistema di incentivi, fin troppo generoso, era necessaria per evitare di penalizzare la competitività del nostro Paese. Per Agostino Conte del comitato Energia di Confindustria il decreto Romani va in questa direzione, senza generare distorsioni al mercato.

Dello stesso parere, però, non sono molte imprese del settore, che stanno vivendo un periodo di forte incertezza, nel timore che la nuova normativa paralizzi lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia. Rischio più volte sottolineato da Anev, Assosolare, Assoenergie Future, Aper, Gifi e Ises Italia. A sostegno delle ragioni esposte dalle Associazioni le parole del presidente di Unindustria Bologna Maurizio Marchesini: «centinaia di piccole e medie imprese industriali e di altri settori hanno subito effetti immediati e devastanti, con danni incalcolabili in soli pochi giorni».

A margine del dibattito, poi, con un comunicato di ieri, è intervenuta anche Anie/Gifi, che ha sottolineato il ruolo del fotovoltaico nella economia nazionale: il mercato del fotovoltaico è composto da aziende giovani e sane, in molti casi medie o piccole ma che contano circa 18 mila addetti ed una età media di circa 35 anni.

Come accade anche in altri mercati, ci risulta che fenomeni di illegalità abbiano interessato anche il settore del fotovoltaico – ha dichiarato Claudio Andrea Gemme, Presidente dell’Associazione Energia aderente a Confindustria ANIE. ”È nostra ferma intenzione prendere le distanze da questi comportamenti orientando il nostro business alla responsabilità e al pieno rispetto della legge.”

Questi fenomeni di comportaento illegale possono essere altresì evitati"-ha proseguito Gemme- attraverso precise misure legislative e regolatorie sia in fase di autorizzazione e di richiesta di connessione alla rete sia n fase di richiesta dell'incentivo" "alcune misure sono già implementate ma altre sono in via di definizione e dovranno essere previste dal meccanismo incentivante in discussione. "È importante evitare la saturazione della capacità della rete"-ha derro il presidente di GIFI-ANIE, Valerio Natalizia, che ha proseguito. "Proponiamo al Governo il blocco della compravendita dei punti di connessione e delle autorizzazioni al momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo sulle rinnovabili. Parallelamente proponiamo l'individuazione di scadenze temporali per la realizzazione degli impianti autorizzati entro tale data".

Andrea Marchetti

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