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A sostenere la follia del nucleare, questa volta, è sceso in campo Adriano Celentano, che sulle pagine del Corriere della Sera in un bell'articolo dal titolo "La trappola radioattiva" non ha risparmiato critiche nei confronti di coloro che – nonostante l’evidente pericolosità delle centrali nucleari – si ostinano a sostenere l’energia atomica.

"Nel bel mezzo di una tragedia come quella che sta vivendo il Giappone – ha scritto il Molleggiato - senza contare l'aspetto più insidioso dovuto alle radiazioni liberatesi nell'aria, il nostro presidente del Consiglio non demorde e ha fatto dire dai suoi “CicchittiPrestigiacomini”, e dai piccoli insidiosi Sacconi, che il progetto sul nucleare in Italia andrà avanti”. Senza considerare minimamente l’opinione già espressa 24 anni fa dagli italiani, che hanno detto chiaramente no al nucleare.

"Le ottocentomila firme raccolte da Di Pietro contro le centrali atomiche – ha continuato Celentano - e il legittimo impedimento saranno oggetto di un referendum che si farà, come ha detto il ministro Maroni, allievo di Berlusconi. Ma a giugno. Quando la gente va al mare".

Celentano ha quindi lanciato “una preghiera” a tutti: “di destra, di sinistra, studenti, leghisti, fascisti e comunisti: Per il vostro bene, non disertate il referendum del 12 giugno. Questa volta sarebbe un suicidio".

Critiche (naturalmente e prevedibilmente) anche a Chicco Testa, presidente del Forum nucleare italiano: "Ormai è appassito per mancanza di clorofilla e quindi non più in grado di catturare quell'energia solare di cui un tempo si nutriva". Mentre definisce Casini e Berlusconi "Ipocriti marci".

Insomma, anche Celentano ribadisce un concetto che (a noi) sembra ovvio: "per quanto sicure possono essere le centrali atomiche, anche di decima o di undicesima generazione, il vero pericolo sono soprattutto le scorie radioattive, che nessuno sa come distruggere".

Per convincere gli italiani a recarsi alle urne e dire NO al nucleare, arriva anche il monito del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ : “Gli italiani dovrebbero sapere che non sono condannati ad avere una centrale dietro casa, e che presto ci sarà un referendum per bloccare le pericolose velleità nucleari di questo governo. Ma sul referendum si sta abbattendo la censura” - denunciano in un comunicato congiunto le oltre 60 associazioni del Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’ “l’azione oscurantista del governo, dei fan dell’atomo e di molti mezzi d’informazione che, proprio mentre si pone al mondo la questione sulla sicurezza del nucleare, tengono sotto silenzio l’appuntamento referendario”.

Proprio per promuovere i referendum su acqua e nucleare, migliaia di cittadini e decine di associazioni si sono date appuntamento il 26 marzo a Roma (ore 14 piazza della Repubblica) per una grande manifestazione nazionale.

Verdiana Amorosi

Foto: Greenpeace.it

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