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I danni causati dal catastrofico terremoto in Giappone che alle ore 2:46 ha colpito il nord est dell’isola nipponica e dal conseguente tsunami che si è abbattuto, spazzandola via, sull'isola di Sendai, crescono di ora in ora. Gli spacci di agenzie con il conto delle vittime si sussegue in un crescente quanto dolorosa corsa al rialzo.

L’ultimo bilancio rilasciato dall’agenzia Giapponese Kyodo parla di un numero complessivo di persone morte o disperse salito a 1.700, più che raddoppiato rispetto a ieri e destinato ad aumentare ancora, vista la situazione di incertezza che regna in tutto il Paese, soprattutto nelle zone spazzate via dall'onda anomala.

A questo si aggiunge il terrore per le conseguenze dell’esplosione avvenuta presso una delle sedi della centrale nucleare di Fukushima della Tokyo Electric Power Co che ha causato il ferimento di quattro operai, fortunatamente in modo lieve.

Le preoccupazioni maggiori derivano dall’aumento della radioattività registrata nella zona in prossimità della centrale, completamente evacuata nell’arco di 20 km di raggio per un totale di 210.000 persone allontanate inizialmente per precauzione dalle proprie case che dopo le successive scosse di assestamento di questa mattina, stando alla National Police Agency hanno raggiunto le 300.000.

Tra queste almeno tre sarebbero risultate contaminate ed esposte a radiazioni.

Per questo a poco servono le rassicurazioni che arrivano dal primo ministro Naoto Kan che in una conferenza stampa ha detto che verrà fatto il possibile affinché “non vengano causati danni a tutti i residenti”.

Intanto almeno 1,4 milioni di case sono senza acqua e circa 3 milioni di persone sono senza elettricità.

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