denaro_sporcoNon è una bella fotografia quella presentata oggi a Roma da Legambiente nel suo rapporto Ecomafia 2009 in cui, puntualmente, vengono analizzati nel dettaglio i numeri relativi al business alimentato dai  reati legati all'ambiente. Un business, impressionante,   che solo nell'anno  2008 ha fruttato al malaffare ben 20, 5 miliardi di euro per 25.776 ecoreati accertati.

71 al giorno, 3 ogni ora e circa la metà (più del 48%) consumato nelle quattro regioni "a tradizionale presenza mafiosa".  Rifiuti, cemento selvaggio,  zoomafie e furti archeologici: è record per il fatturato della mafia, che non è mai stato così alto.

È ancora l'ambiente ad essere in controtendenza con la crisi e a creare ricchezza, dunque. Ma stavolta non in termini di opportunità per una nuova economia, la tanto acclamata green economy. È di un'economia sommersa che si parla, di una ricchezza che  avvelena Pianeta e cittadini. Una ricchezza di pochi, quei 258 clan censiti da Legambiente (19 in più rispetto all'ultimo rapporto) che sfruttano l'ambiente per fatturare illecitamente e "riciclare" denaro  sporco.  Come?

1) Rifiuti: 25 inchieste contro i trafficanti di rifiuti pericolosi, un  fatturato record che supera i 7 miliardi di euro e una montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalla "Rifiuti Spa" alti ben 3.100 metri, quasi quanto l'Etna;

2) Abusivismo edilizio: 28 mila nuove case illegali e un'infinità di reati urbanistici, avallati e facilitati dalle nuove disposizioni del Governo in termini di condono;

3) Zoomafie: 3 miliardi di euro è il business che proviene dallo sfruttamento e dal racket degli animali sotto varie forme:  se sono in calo i combattimenti tra cani e restano stabili le corse clandestine dei cavalli, mentre aumenta il business dei cuccioli di cani di razza venduti clandestinamente, molti provenienti dall'Europa dell'Est.  Il mercato frutta ben 300 milioni di euro l'anno. Per non parlare del bracconaggio, che probabilmente non verrà limitato dalla legge sulla caccia in discussione in Parlamento, e dalla pesca di frodo, "all'attivo" 991 infrazioni e 884 sequestri, con 5.119.874 chilogrammi di pesce confiscati dalle Capitanerie.  In generale il racket di flora e fauna riguarda ogni anno 350 milioni di esemplari tra cui uccelli, scimmie, orchidee e di cactus.

4) Archeomafie: dal fronte del saccheggio del patrimonio culturale, sono leggermente in calo i furti accertati (1031 conro i 1085 del 2007), ma aumentano del 15% gli scavi clandestini e del 36% le falsificazioni.

Nel rapporto che spiattella in faccia a tutta Italia  gli eco malaffari nostrani, un dato incoraggiante però c'è: la maggiore efficacia degli interventi repressivi da parte delle Forze dell'ordine con un aumento degli arresti del 13,3% e un 6,6% in più di sequestri, ma soprattutto una diminuzione nel numero dei reati ambientali grazie soprattutto alla migliore tecnologia nelle attività investigative e di intelligence messe in atto da Guardia di Finanza, Capitanerie di porto, Corpi forestali e Agenzie delle dogane.

Simona Falasca


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