bilanio_WWF

Fine anno, tempo di bilanci e anche il WWF dice la sua stilando quello per il 2010 in termini di attenzione per l'ambiente in Italia. Un bilancio, in generale, dal segno negativo quello presentato dall'associazione del Panda per questo anno che sta per finire, anche se a preoccupare il WWF è l'anno che verrà e, in generale, quelli futuri constatando come manchino le basi e le prospettive per migliorare la situazione: nel Governo che taglia fondi al Ministero dell'Ambiente e punta sul nucleare, manca un'integrazione delle politiche ambientali e, in generale, una vera e propria strategia di sostenibilità.

Se non fosse per la sofferta firma della Strategia Nazionale per la biodiversità, insomma, questo appena trascorso sarebbe un anno da dimenticare, segnato dalla mancanza di politiche energetiche chiare per raggiungere gli obiettivi di Kyoto (l'Italia rimane in tal senso il paese più arretrato), da una spaventosa crescita urbanistica scandita da piani casa che hanno contribuito a restringere il territorio, alla cementificazione delle spiagge e all'occupazione delle coste.

Per non parlare poi della grave crisi dei parchi, salvati in extremis da un intervento in finanziaria e della virulenta ripresa delle lobby venatorie che hanno segnato successi soprattutto a livello regionale sulle limitazioni per la caccia.

Ecco in breve i punti fondamentali del Bilancio ambientale 2010 secondo il WWF:

  1. Biodiversità:
    Nell'anno dedicato alla salvaguardia della biodiversità, seppur in ritardo di 14 anni (nel 1996 c’era stata la ratifica della Convenzione internazionale sulla biodiversità), l'Italia che, ricordiamo, è il Paese europeo più ricco di specie animali e vegetali, di una discussa in una conferenza nazionale svoltasi a Roma dal 20 al 22 maggio e poi approvata definitivamente dalla Conferenza unificata il 7 ottobre scorso. Ora però diventa fondamentale individuare le risorse necessarie per renderla operativa.
  2. Parchi e aree protette:
    Minacciate dai tagli di oltre il 42% in questi mesi si è cercato di mettere in discussione la stessa esistenza della rete delle aree protette e la “declassazione” dello Stelvio ne ha rappresentato l'esempio più lampante. Nonostante si siano scongiurati i tagli preannunciati nella prima bozza della Legge di Stambilità, secondo il WWF “lper l’espletamento delle funzioni di legge e per garantire il motivo stesso dell’esistenza di un Parco: la conservazione della natura”
  3. Caccia e tutela della fauna selvatica:
    Il 2010 si è caratterizzato sul fronte della fauna selvatica per i continui tentativi di modificare in peggio la legge nazionale sulla caccia con proposte parlamentari finalizzate alla “caccia selvaggia”. Fortunatamente in seguito alle proteste di associazioni e cittadini, il Parlamento, almeno per quest'anno si è “ravveduto” al contrario delle Regioni che hanno continuato ad ignorare i principi di tutela europei e fatto nulla per adeguare i calendari venatori alle direttive europee.
  4. Cambiamenti climatici: nessun atto concreto
    Il Ministro dell’Ambiente e quello dello Sviluppo economico, il 17 ottobre scorso, hanno annunciato di aver firmato il decreto per attivare il “Fondo rotativo destinato a finanziare le misure per l’attuazione del Protocollo di Kyoto”, a cui possono accedere le aziende private, istituito con la Legge Finanziaria 2007 e previsto da un decreto ministeriale del 25/11/2008. Nonostante ciò nella legge di stabilità appena approvata non compare alcuna voce per finanziare tale fondo.
  5. Consumo del suolo incontrollato:
    Il WWF ha da tempo sottolineato che, dopo l’accordo Governo-Regioni sul Piano Casa del primo aprile 2009, le recenti norme approvate dalle Regioni tra il 2009 ed il 2010 sui cosiddetti “Piani casa” aumenteranno il consumo di suolo. A ciò contribuiranno anche le ultime riforme, introdotte nel maggio 2010, in materia di Conferenza di Servizi e di “Segnalazione Certificata di Inizio Attività”.
  6. Energia e Nucleare
  7. Sull’energia il Governo naviga a vista, in assenza sia di un Piano Energetico Nazionale
  8. Non ci sono fondi per prevenire il rischio idrogeologico
    Per il 2011 nella Legge di Stabilità le risorse destinate gli interventi di prevenzione del rischio idrogeologico sono praticamente azzerate.Il WWF denuncia la patologica sottovalutazione di questa voce strategica per la tutela del nostro fragilissimo territorio, considerate ancora una volta le alluvioni che hanno coinvolte lo scorso autunno ben cinque Regioni (dal Veneto alla Calabria) e le tragedie susseguitesi nell’ultimo anno (Messina, Ischia, Atrani nella Costiera Amalfitana e Porto Venere).
  9. Carte false sulle grandi opere
    Altro che sindrome Nimby: le responsabilità sulla mancata realizzazione delle infrastrutture che servono al Paese ricade, secondo il WWF, sul Governo che dal 2001 sta attuando una gestione perversa della programmazione, progettazione ed autorizzazione delle “grandi opere pubbliche”.
  10. L’agonia del Ministero dell'ambiente
    Il WWF è la prima associazione a denunciare nel 2010 l’agonia del Ministero dell’ambiente, a causa di un taglio in tre anni di 2/3 dei fondi destinati a questo dicastero, che tra i ministeri con portafoglio è di gran lunga quello con meno risorse (da 1,5 miliardi di euro stanziati dalla Legge Finanziaria 2008, ai 554 milioni di euro previsti nel 2011).

Temi che preoccupano il WWF non solo per l'azione o la mancata azione di Governo quanto per “l’incapacità di ogni parte politica di rappresentare in modo adeguato questi valori e, conseguentemente, l’incapacità di svolgere un’azione politica e amministrativa discontinua rispetto a un passato di speculazione e inquinamento che porti il paese sulla strada della sostenibilità”.

Per leggere il bilancio in dettaglio clicca qui

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