Rossita

Si chiama Rossita, un nome che rende omaggio alla Russia (Ross) e all'Italia (Ita), e con le sue 1.700 tonnellate di stazza non passa certo inosservata. È la nave che il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani ha varato oggi – venerdì 17 dicembre – insieme al suo collega russo, il ministro per l'Industria e il commercio Viktor Khristenko, nel cantiere di Muggiano (La Spezia). Un evento che sancisce la sempre più forte “amicizia” tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin, dando d'altra parte credito a chi – vedi Wikileaks – sostiene che alla base di tutto non ci siano altro che interessi economici non proprio trasparenti.

La cosiddetta collaborazione che ha portato al varo di Rossita nasce nel 2003, da un protocollo tra i due paesi del valore di 300 milioni di euro – non è dato sapere chi ha messo cosa – e dovrebbe fruttare diversi benefici. La costruzione di Rossita ad opera di Fincantieri, ad esempio, ha dato una boccata d'aria a un settore fortemente in crisi, e i dirigenti ringraziano: questa è una signora del mare - ha detto Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri - esempio dell'altissima tecnologia dei nostri cantieri che vanno avanti in un quadro di crisi economica internazionale. Questa congiuntura va combattuta con coraggio, volontà e determinazione liberandosi dall'angoscia del futuro.

Sarà davvero così? In altre parole: è più sensato combattere “questa congiuntura”, come dice Bono, oppure bisognerebbe pensare a convertire un sistema di produzione che ha dimostrato in modo brutale la propria insostenibilità? Di certo, la strada del protocollo Italia-Russia prosegue dritta nel solco del passato. Rossita, ad esempio, servirà al trasporto di scorie nucleari e materiale radioattivo della vecchia flotta di sottomarini russi in dismissione. Quattro battelli sono già stati smantellati, un quinto dovrebbe essere smantellato a breve, e altri due si potrebbero aggiungere prossimamente. Sono inoltre previsti investimenti nell'estrazione petrolifera off-shore, nel settore automobilistico e in quello degli elicotteri.

Non vogliamo abdicare al ruolo di potenza manifatturiera continentale come hanno fatto nel recente passato alcuni paesi europei – ha dichiarato Paolo Romani – Noi teniamo a questo ruolo e vogliamo potenziarlo. Come dire, no alle novità. In verità qualcosa di nuovo si è sentito: durante il discorso per il varo di Rossita il ministro Romani, un po' fuori tema, ha confessato di aver discusso con il ministro della Giustizia Angelino Alfano di future carceri galleggianti, “ma è un problema ancora da approfondire”. Sia mai che abbiano discusso anche di come si chiameranno queste carceri: Russalia, Italussia o Russita? Votate...

Roberto Zambon

Foto: Il Giornale

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