Stefania_prestigiacomo_cop16

"Il nostro Paese ha rispettato tutti gli impegni destinati a sostenere le azioni di tamponamento e adattamento nell’ambito del cambiamento climatico ed è giunto a Cancun, in occasione del vertice sul Clima delle Nazioni Unite, per sostenere e confermare questi impegno". Con queste parole il ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha commentato la posizione dell’Italia in occasione di un incontro con la stampa a margine dei lavori della COP16.

L’Italia “'ha fatto il suo dovere, onorando gli impegni per il 2010 con 210 milioni di euro, ben 10 milioni oltre a quanto promesso”, ma soprattutto “ha già assicurato l'impegno anche per il 2011”. Secondo il ministro poi, non si tratterebbe di fondi nuovi, ma di vecchi fondi che dovevano essere stanziati in passato e che sono stati messi a disposizione solo ora, dopo mesi e mesi di ritardi.

E le reazioni a queste dichiarazioni non si fanno attendere. "Si tratta di un passo indietro molto grave. - tuonano dall'associazione Oxfarm Italia - Nell’accordo sottoscritto l’anno scorso a Copenhagen, l’Italia, rappresentata dal ministro, si era impegnata come gli altri paesi a fornire risorse nuove ed addizionali. Ora si vuole rinnegare questo impegno. L’Italia continuerà quindi a sottrarre fondi agli aiuti pubblici ai paesi in via di sviluppo per utilizzarli nella lotta contro i cambiamenti climatici. In questo modo, si obbligano i paesi più poveri a scegliere se ottenere le risorse promesse per adattarsi ai cambiamenti climatici o per lottare contro la fame. Una scelta inaccettabile".

L'associazione in un comunicato fa notare che "il rapporto dell’Unione Europea presentato a Cancun mostri come i progetti per il clima finanziati dall’Italia ammontano a 156,87 milioni di euro. Spetta ora al governo italiano spiegare quali progetti sono stati finanziati con i 54 milioni di euro in più, dimostrando così che i fondi sono reali e che le parole del ministro rispondono al vero. In realtà, la somma spesa dall’Italia nel 2010 rischia di essere inferiore a quanto dichiarato dal ministro. Ciò perché, probabilmente, non tutte le risorse menzionate nel rapporto sono state spese nel 2010, ma finanzieranno i progetti per il clima anche nei prossimi anni. Inoltre, l’Italia potrebbe aver incluso nel calcolo anche i prestiti ai paesi in via di sviluppo che devono essere restituiti".

Riguardo agli impegni assicurati dalla Prestigiacomo per il 2011 invece Oxfarm chiede al"ministro di spiegare come sono stati trovati gli oltre 200 milioni di euro necessari per l’anno prossimo, visti i tagli al bilancio del ministero degli Affari Esteri e a quello del ministero dell’Ambiente. Si useranno dei prestiti per aiutare i paesi più poveri ad adattarsi ai cambiamenti climatici?".

Tornando alle dichiarazioni della Prestigiacomo sull'andamento della Conferenza di Cancun, il ministro ci tiene a precisare che rimane una forte incertezza di fondo soprattutto sul Protocollo di Kyoto: ">non ci sono ancora dati certi e numeri, anche se l'atmosfera è meno tesa rispetto al clima generale di Copenaghen e i progressi sono incoraggianti"."La proposta che il ministro inglese si appresta a farci - ha fatto sapere la Prestigiacomo - cioè di approvare un secondo periodo di Kyoto senza numeri, non è casuale e va approfondita. Questa è una concessione che non può essere data senza qualcosa di corposo in cambio. Quello che ci propongono non è solo un'apertura politica ma viene discussa come opzione, quindi è ben di più. Siamo qui - ha sottolineato il ministro - con il massimo impegno perché la conferenza sia un successo. L'Italia vigila sul fatto che un eventuale ampliamento a una seconda fase del protocollo di Kyoto debba vedere impegni vincolanti anche per altri Paesi, come Stati Uniti e Paesi emergenti".

L’appello a Usa e Cina del ministro Prestigiacomo a Cancun sembra un alibi per non prendere decisioni serie sul prosegumento di Kyoto. - commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - ma l’impegno dell’Italia qui deve essere quello di contribuire a ristabilire e consolidare - anziché ostacolare come in passato - la leadership europea, senza la quale sara’ difficile adottare le decisioni sugli aiuti finanziari ai paesi in via di sviluppo, l’adattamento, la cooperazione tecnologica e la protezione delle foreste, fermandosi davanti l’ostacolo di Kyoto”.

 

E per quanto riguarda il testo negoziale?

È abbastanza condiviso tranne che sulla parte della mitigazione. L'obiettivo di Cancun, comunque - ha detto il ministro Prestigiacomo - non è quello di arrivare a un testo finale dove ci sono i numeri ma quello di porre un'architettura generale".

Il 2012 è alle porte e con esso la conclusione del primo periodo di impegni del Protocollo di Kyoto – ha aggiunto Cogliati Dezza –. L’ Europa - con il pieno sostegno dell’Italia - deve lavorare per garantire la sua continuazione. Proprio per questo chiediamo al Ministro di non tirarsi indietro e garantire all’Unione europea il giusto supporto per raggiungere un accordo globale e legalmente vincolante per il prossimo anno in Sudafrica

Verdiana Amorosi

Leggi tutti i nostri articoli sulla Conferenza di Cancun 2010

Il rapporto dell’UE con la lista dei progetti per i cambiamenti climatici finanziati dall’Italia può essere consultato a questo indirizzo: http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/10/st15/st15889-ad01.en10.pdf

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