Jairam Ramesh

Finalmente sembra aprirsi un vero spiraglio di luce nella lotta globale al cambiamento climatico. I negoziati che si stanno svolgendo nella città messicana di Cancun sono oggi a pieno regime e già si parla di prime bozze che potrebbero trasformarsi in patti concreti. I vari delegati dei 194 Paesi aderenti infatti, si stanno confrontando sulle grandi sfide che riguardano i cambiamenti climatici con due testi negoziali.

In entrambi sono contenuti dei punti e delle scelte strategiche per l’avvenire, che hanno le potenzialità per diventare seri programmi da attuare. Tuttavia, è proprio quest’ultimo passo – la conversione della bozza in patto – ad avere maggiore importanza. Riusciranno a convertirlo in provvedimento?

Ora si comincia a fare sul serio, ma quello che occorre ai negoziatori e che purtroppo finora è mancato, è l'ambizione. – ha commentato Mariagrazia Midulla, responsabile Energia e Clima del WWF Italia - Tutti sanno che a Cancun non si raggiungerà l'accordo globale, per il quale bisognerà aspettare il prossimo appuntamento in Sud Africa. Ma i passi in avanti devono essere concreti e soprattutto in linea con le finalità ambientali della Convenzione e fare dei progressi nella giusta direzione, il trattato globale. Le opzioni contenute nelle bozze di testo dei due testi negoziali rappresentano punti importanti su cui fare leva”.

Ma cosa prevedono queste due bozze riguardanti il protocollo di Kyoto?
Da un lato, si vorrebbe lasciare il protocollo invariato, dall’altro si vorrebbe potenziarlo.
Il WWF chiede di rafforzarlo naturalmente – anche perché secondo alcuni studiosi i limiti alle emissioni previsti dal protocollo di Kyoto sono già insufficienti – ma sottolinea come occorrano sforzi congiunti da parte dei negoziatori.
Il primo obiettivo? Impedire ai vari Paesi di rivedere i dati relativi le loro emissioni di C02. Anche perché già con gli impegni presi le prospettive non sono incoraggianti. Proprio ieri la nefasta previsione del ministro indiano all'Ambiente Jairam Ramesh rilasciata al quotidiano Times of India riguardo al taglio delle emissioni promesso dagli Stati Uniti già a Copenhagen e giudicato "deludente" dal rappresentante di New Delhi sta facendo il giro del mondo. Secondo Ramesh, infatti, urgono soprattutto dagli USA maggiori impegni di di breve periodo "prima che sia troppo tardi" in quanto non è sufficiente ridurre le emissioni di CO2 del 17% sulla base dei livelli del 2005 e prima che si vedranno gli effetti del traguardo promesso al 2050 "saremo tutti morti" e dunque diventa "essenziale piuttosto rispettare i vincoli nel medio termine".

Quello che manca è un chiaro e formale riconoscimento del divario esistente tra gli attuali impegni e l’obiettivo, divario che deve essere colmato. – ha concluso Midulla - Vorremmo vedere l’avvio immediato di un processo finalizzato alla valutazione del divario e alle modalità per la sua eliminazione. Speriamo che qui a Cancun si possa ulteriormente chiarire che l’obiettivo ultimo di questa verifica è il potenziamento degli impegni per garantire il raggiungimento dei nostri obiettivi di limitazione del Nel testo corrente non si affronta la questione della forma legale: noi vogliamo che questi negoziati siano finalizzati a concordare un trattato legalmente vincolante parallelamente alla prosecuzione del Protocollo di Kyoto. Naturalmente, dovremo vedere cosa accadrà sul fronte dei negoziati per il Protocollo di Kyoto”.

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