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L'amianto è una brutta bestia, perché non esiste una soglia minima al di sotto della quale possiamo dirci tranquilli: è pericoloso per la salute umana anche con esposizioni limitate sia nel tempo che nella concentrazione.

Gli effetti dell'amianto, poi, si fanno sentire anche a molti anni di distanza e per questo le vittime, purtroppo, saranno molte pure negli anni a venire: si calcola, infatti, che una inversione di tendenza nell'insorgenza di mesioteloma, la malattia provocata dalla esposizione alle polveri d'eternit che si depositano nei polmoni, si possa avere solo a partire dal 2020.

Sono particolarmente virtuose, pertanto, iniziative come quella "Provincia eternit free", che mirano all'eliminazione e smaltimento dell'amianto dai tetti degli edifici (costruiti usando le tettoie di eternit, fatte di cemento-amianto) , sostituendolo con pannelli fotovoltaici.

Un doppio, anzi triplo, risultato, dunque: un beneficio per la salute umana ma anche per l'ambiente, con produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, nonché lo sviluppo di manodopera e incentivi alla green economy nelle varie province d' Italia. Non a caso sono stati recentemente (il 24 agosto di quest'anno) prorogati fino al 2012 gli incentivi speciali per le aziende che sostituiscono, con pannelli fotovoltaici, l'amianto di cui sono fatti i tetti dei loro capannoni. Ed infatti, secondo l'ultimo rapporto di Legambiente , “Liberi dall’amianto” , ci sono ancora gravi ritardi nella applicazione della legge 257/92 che obbligava le Regioni (entro 180 giorni dalla entrata in vigore) a dotarsi di un Piano Regonale Amianto. A distanza di diciotto anni dalla legge che ha messo al bando l'amianto in Italia, molte Regioni non hanno ancora ottemperato ai loro obblighi di censimento, bonifica e smaltimento dell'amianto.

E proprio giovedì scorso a Roma, presso la Sala delle Conferenze del Senato, si è svolto il primo convegno nazionale sulla campagnaProvincia Eternit Free”, organizzato da AzzeroCO2 e Legambiente, con la partecipazione degli assessori delle provincce aderenti: Roma, Lecce, BAT (Barletta, Trani), Bari, Vercelli, Alessandria, Benevento e la Comunità Montana della Marsica.

"Provincia Eternit Free", infatti, è una iniziativa nata proprio a causa della situazione sopra descritta ancora presente in Italia e per le province e le aziende coinvolte, infatti, si tratta di un 'occasione importante per contribuire al risparmio energetico, alla tutela del territorio e della salute dei cittadini con i minori costi possibili e con un significativo ritorno di immagine.

Mario Gamberale, Amministratore Delegato di AzzeroCO2, ha commentato: “Elaborata in collaborazione con Legambiente, la campagna di AzzeroCO2 “Provincia Eternit Free”si colloca in linea con le indicazioni europee, che raccomandano entro il 2020 un abbattimento del 20% delle emissioni di CO2, dei consumi energetici e un pari incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili La sostituzione delle coperture in amianto dei capannoni ad uso agricolo e industriale con i pannelli fotovoltaici, infatti, oltre ad indubbi benefici all’ambiente e alla salute dei cittadini, porterà un incremento della produzione di energia rinnovabile sul territorio nonché una forte contrazione delle bollette per le aziende che potranno realizzare in proprio gli interventi”.

La legge 257/92 prevedeva che entro 180 giorni dalla sua entrata in vigore le Regioni si dotassero di un Piano Regionale Amianto per il censimento, la bonifica e lo smaltimento dei materiali contaminati. Ancora oggi, in alcune regioni, tale norma non è stata approvata - ha dichiarato il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani -. Ma per individuare le principali criticità è necessario mettere in campo altre azioni, a partire dalla capillare mappatura degli edifici interessati. Su questo non ci sono ancora dati certi. Alcune stime (Cnr e Ispesl) parlano di 32 milioni di tonnellate presenti sul territorio nazionale, considerando solo le onduline in cemento-amianto, ma i numeri totali potrebbero essere molto maggiori. L’iniziativa Provincia Eternit Free si presenta allora come valido strumento per intervenire concretamente e in tempi brevi nel risanamento delle situazioni a rischio per la salute, con evidente vantaggio per l’ambiente e per lo sviluppo occupazionale e tecnologico”.

Andrea Marchetti

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