Premio Tyler

Hanno conquistato il premio Nobel per l'ambiente. Forse i loro nomi non ci dicono nulla ma Warren M. Washington e Michael E. Mann sono due veri e propri pionieri del clima.

A entrambi gli scienziati è stato assegnato il Premio Tyler. Mann e Washington hanno aperto la strada a innovative ricerche scientifiche e all'analisi dei cambiamenti climatici a livello globale.

"Michael E. Mann e Warren M. Washington hanno avuto il coraggio e l'impegno di informare e far progredire il dibattito pubblico e la politica sui cambiamenti climatici, nonché di ispirare l'impegno civico a intraprendere azioni per proteggere il pianeta e le persone" si legge tra le motivazioni del premio.

Warren M. Washington e i modelli climatici

I computer sono entrati nella nostra vita solo un paio di decenni fa, ma è difficile immaginare la vita prima del loro avvento, soprattutto dal punto di vista scientifico. La loro capacità di elaborare grandi quantità di dati ci ha garantito una migliore comprensione del mondo che ci circonda, aprendo nuove possibilità di ricerca. Ma prima che ciò accadesse, negli anni '60 un giovane scienziato afro-americano di nome Warren M. Washington lavorò per sviluppare i modelli climatici della Terra.

A lui, oggi 83enne, si deve il merito di aver sviluppato uno dei primi veri modelli climatici. Inoltre, con l'affermazione dei computer, ha perfezionato il suo modello aggiungendo altri parametri tra cui l'effetto degli oceani, del ghiaccio marino e l'aumento dei livelli di CO2.

Proprio il suo modello è stato uno dei primi principali indicatori del fatto che il riscaldamento globale fosse legato all'aumento dei livelli di CO2 nell'atmosfera.

Michael E. Mann contro le lobby delle fossili

Il 54enne Michael Mann è un climatologo e geofisico americano. Fu uno dei primi a incorporare elementi come gli anelli degli alberi, i sedimenti lacustri e le carote di ghiaccio nei modelli climatici planetari.

Ma un altro aspetto fa di lui quasi un eroe del clima. Mann ha prodotto uno dei più controversi e importanti i grafici del mondo: noto come "mazza da hockey”.

Il grafico a “mazza da hockey” prende in esame le temperature degli ultimi 1000-2000 anni usando dati indiretti ricavati dagli anelli di accrescimento degli alberi, dalle carote di ghiaccio e dai coralli che fungono da proxies di temperatura. Secondo la ricostruzione di Mann, la temperatura globale è diminuita gradualmente negli ultimi 1000 anni per poi subire una brusca impennata durante il 1900. Di fatto, il grafico mostra che le temperature globali degli ultimi decenni sono le più alte dell'ultimo millennio.

Il grafico e il suo autore furono fortemente attaccati dalle lobby dei combustibili fossili, che ne contestano la metodologia e i risultati. Di conseguenza, Mann fu sottoposto a un intenso controllo e ad attacchi politici e legali, da cui sfuggì incolume.

Per nulla spaventato, Mann non si è ritirato nel laboratorio ma diventato un difensore pubblico della buona scienza, ribadendo l'esistenza dei cambiamenti climatici e la necessità di affrontarli il più presto possibile.

Inutile dire che il suo contributo sia come scienziato che come comunicatore è fondamentale e continua a esserlo.

"Il professor Mann non ha scelto la via facile. Per il suo coraggio di fronte a questa sfida, Mike Mann non è solo un grande scienziato, ma anche un eroe", ha detto la prof. Naomi Oreskes, storica della scienza e autrice del libro Merchants of Doubt.

Sono questi i veri eroi dei nostri giorni. Nobel dell'ambiente più che meritato.

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Francesca Mancuso

Foto: Joshua Yospyn

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