Ancora terremoti a Catania. Paura per l'Etna in eruzione

terremoto Etna

Altro terremoto a Catania. Dopo la violenta scossa che alle 3:19 italiane del 26 dicembre ha provocato danni e feriti, ce ne sono state decine e decine, fino a poche ore fa. L'ultima poco dopo le 7 di questa mattina, con una magnitudo 2.7 a causa dell'Etna in eruzione.

Giorni e nottate di paura per gli abitanti di Catania e dei paesi alle pendici del vulcano siciliano che già dalla Vigilia di Natale aveva dato le prime avvisaglie, con un'eruzione di cenere accompagnata da circa 130 scosse. Ma la notte tra Natale e Santo Stefano nel basso fianco sud-orientale dell’Etna, si è verificato uno dei terremoti più energetici mai registrati sul vulcano.

Il sisma, di magnitudo 4.9, è stato localizzato 1 km a sud dall’abitato di Lavinaio (CT), alla profondità di circa 1 km sotto il livello del mare. I danni maggiori sono stati registrati a Fleri, una frazione di Zafferana Etnea, con vari crolli tra cui quello alla Chiesa di Maria Santissima del Rosario.

"Il terremoto delle ore 03:19 è verosimilmente legato all’attivazione della faglia Fiandaca e della faglia di Pennisi, due delle strutture più meridionali del sistema tettonico delle Timpe. Il danneggiamento maggiore è infatti distribuito lungo tali strutture vulcano-tettoniche, insieme ai vistosi effetti di fagliazione superficiale associati all’evento sismico. La distribuzione del danneggiamento e l’estensione della fagliazione sono molto simili a quelle riportate dalle fonti storiche per il terremoto dell’8 agosto 1894 (Int. max 8-9 EMS, Mw 4.6), che ha rotto la faglia di Fiandaca per l’intera lunghezza" spiega l'Ingv secondo cui altri terremoti simili sono avvenuti nel 1875, 1907 e 1984, anche se meno violenti rispetto a quello di questi giorni.

terremoti etna

Altre 10 scosse questa notte

Durante la notte appena trascorsa sono state segnalate altre 10 scosse, di magnitudo da 2.1 a 2.8. La situazione non si è ancora ristabilita.

Colpa dell'Etna

Precisa l'Ingv che anche se la scossa più violenta di terremoto non risulta generata da movimenti di masse magmatiche nell'area dell'epicentro, essa

"rappresenta, probabilmente, la risposta fragile del fianco orientale del vulcano ad uno stress indotto dal sistema magmatico che in questo momento è sorgente dell’eruzione. Spesso accade, infatti, che l’intrusione di un dicco magmatico trasferisca uno stress alle strutture tettoniche circostanti provocando terremoti anche di elevata magnitudo".

Nessun allarme. Anche se la situazione rimane sotto controllo, rassicura l'Ingv che sulla base delle attuali manifestazioni dell’attività eruttiva non ci sono rischi per la popolazione visto che l’effusione lavica prodotta si è riversata dalla base del Nuovo Cratere di Sud-Est entro l’ambiente desertico della Valle del Bove.

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Francesca Mancuso

Foto: Ingv

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