Papa Francesco contro le lobby del petrolio

Petrolieri e investitori, tutti al cospetto di Papa Francesco che nei giorni scorsi ha incontrato i principali rappresentanti del settore petrolifero di tutto il mondo, insieme a quelli delle più grandi società di investimenti. Il pontefice ha sottolineato ancora una volta che non si possono sfruttare le risorse del pianeta in nome del profitto, per produrre energia e nel frattempo inquinare e affamare alcune popolazioni.

Non si è nascosto dietro a un dito Papa Bergoglio, che come ha già dimostrato in passato con la sua Enciclica dedicata all'ambiente, ha richiamato l'attenzione sul rispetto della Terra e dei suoi abitanti, sottolineando l'urgenza di contrastare i cambiamenti climatici e le diseguaglianze sociali scegliendo le energie pulite in alternativa alle fossili.

Presso la Sala Clementina, sabato 9 giugno, c'erano tutti, dalla ExxonMobil alla British Petroleum, dalla Royal Dutch Shell alla Equinor e alla Pemex, l’azienda petrolifera messicana, fino all'Eni. Presente anche Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, il più grande fondo di investimento del mondo.

“La qualità dell’aria, il livello dei mari, la consistenza delle riserve d’acqua dolce, il clima e l’equilibrio di delicati ecosistemi, non possono non risentire delle modalità con cui gli esseri umani colmano la loro “sete” di energia, purtroppo con pesanti diseguaglianze. Per saziare tale sete non è lecito aumentare la vera sete di acqua, o la povertà o l’esclusione sociale. La necessità di avere a disposizione quantità crescenti di energia per il funzionamento delle macchine non può essere soddisfatta al prezzo di avvelenare l’aria che respiriamo. Il bisogno di occupare spazi per le attività umane non può realizzarsi in modo da mettere in serio pericolo l’esistenza della nostra e delle altre specie di esseri viventi sulla Terra” sono le parole del Papa.

Sicurezza ed energia

Francesco ha sottolineato che la questione energetica è una delle principali sfide a livello globale, da cui dipenderà la qualità della vita ma anche la soluzione ad alcuni conflitti presenti in diverse aree del pianeta.

“Occorre individuare una strategia globale di lungo termine, che offra sicurezza energetica e favorisca in tal modo la stabilità economica, protegga la salute e l’ambiente e promuova lo sviluppo umano integrale, stabilendo impegni precisi per affrontare il problema dei cambiamenti climatici” dice.

La lotta ai cambiamenti climatici e alla povertà

Secondo il Pontefice, quella energetica non è solo una sfida ma anche una grande opportunità, che potrebbe garantire un migliore accesso all’energia ai Paesi più vulnerabili e che potrebbe permettere di scegliere un mix energetico ampio basato sullo sviluppo sostenibile e sulle fonti rinnovabili.

Chi oggi vive ancora al buio, senza accesso all'elettricità, deve potervi accedere e al tempo stesso “è bene che tale energia sia pulita, contenendo l’uso sistematico di combustibili fossili”.

Il Papa ha ricordato che a Parigi 196 Nazioni hanno adottato l’Accordo per contenere sotto i 2°C l'innalzamento globale delle temperature rispetto ai livelli pre-industriali e, se possibile, sotto 1,5°C. Ciononostante, oggi non sembra che la situazione sia migliorata e non sembra che siano stati fatti grossi passi in avanti. Senza contare che, come ha sottolineato il Papa davanti ai petrolieri

“destano preoccupazione anche le continue esplorazioni per nuove riserve di combustibile fossile, allorquando l’Accordo di Parigi consiglia chiaramente di mantenere nel sottosuolo la maggior parte del carburante fossile. Ecco perché c’è bisogno di discutere insieme – industriali, investitori, ricercatori e utenti – riguardo alla transizione e alla ricerca di alternative. La civiltà richiede energia, ma l’uso dell’energia non deve distruggere la civiltà!”

La transizione verso l’energia accessibile e pulita secondo il Papa non è solo possibile ma è una responsabilità da assumersi verso i Paesi poveri e verso le future generazioni.

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Francesca Mancuso

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