costa rica stop costa rica

Abbandonare del tutto i combustibili fossili si può e si deve fare. Questo l’annuncio del neo Presidente del Costa Rica Carlos Alvarado, che punta a rendere il suo Paese il primo al mondo completamente indipendente dalle fonti di energia fossili, inquinanti e obsolete (mentre in Italia continuiamo a fare quasi il contrario…).

E non sembrano solo promesse elettorali. Alvarado, 38 anni ed ex-giornalista, ha ribadito infatti l’intenzione a rendere il Costa Rica indipendente da petrolio e gas naturale nel corso del suo discorso di insediamento, avvenuto il 9 maggio.

E lo ha fatto precisando, oltre all’importanza (e alla necessità) di una simile rivoluzione, tutte le misure concrete che intende mettere in atto per realizzare il piano, che, se pure a molti sembra ancora impossibile, sembra tutt’altro che fantasia.

Nel suo programma energetico si parla infatti di:

  • Ottimizzazione della rete dell’energia tramite ricerca sui biocarburanti, investimenti nelle rinnovabili (solare, eolica, energia dalle maree, biomasse) e nell’autoconsumo;
  • Ricoversione del Recope (raffineria di petrolio) in ente statale che promuove la ricerca e la produzione di combustibili alternativi come il biodiesel e idrogeno per favorirne l’utilizzo nel settore dei trasporti;
  • Promozione di una riforma globale della Legge sugli idrocarburi per il divieto assoluto e definitivo della ricerca di petrolio e gas naturale sul territorio nazionale;
  • Revisione del regolamento sulla generazione distribuita e aggiornamento della legge sull’efficienza energetica (che risale al 1994);
  • Rapida transizione all'uso di veicoli elettrici mediante incentivi fiscali e altre agevolazioni.

“Abbiamo il compito titanico e bellissimo di abolire l’uso dei combustibili fossili nella nostra economia per far posto all’utilizzo di energie pulite e rinnovabili" ha dichiarato il Presidente, che, simbolicamente, è arrivato alla cerimonia a bordo di un’auto a idrogeno.

E in Italia?

rinnovabili costa rica1

Purtroppo nel 2015 il Fondo Monetario Internazionale ha dimostrato che le sovvenzioni a favore delle fonti fossili nel 2015 sono state superiori alla spesa sanitaria totale di tutti i governi del mondo. E l’Italia non è da meno.

Il nostro Paese infatti ha da poco annunciato l’addio al carbone dal 2025, ma ha anche ribadito, purtroppo, di voler puntare sul gas. Infatti la Strategia Energetica Nazionale prevede la promozione dell'utilizzo di auto a metano (oltre che elettriche, per fortuna).

Non solo: qui continuiamo ad elargire regali alle compagnie dei combustibili fossili. Proprio pochi giorni fa, tanto per citare un esempio, l’ennesima richiesta di prospezione con air gun presentata dai petrolieri è stata concessa e così al largo di Santa Maria di Leuca ci sarà ancora una volta un bombardamento a tappeto sui fondali dei nostri mari. Nonostante quest’area sia classificata come EBSA, ossia come particolarmente preziosa per l’ecosistema marino nel suo complesso.

Il tutto per un quantitativo di petrolio sufficiente a 7-8 settimane di consumi nazionali, stando alle stime sulle riserve dei nostri mari.

A questo punto ci domandiamo sul serio quali siano i Paesi arretrati e quali quelli avanzati.

Per altre informazioni sulle fonti fossili leggi anche:

Roberta De Carolis

sai cosa compri
dieta
integratori
lievito madre
ricette vegane
ricette vegetariane
riciclo creativo
rimedi naturali
yoga
seguici su facebook
festival scirarindi
corsi greenme
whatsapp gratis
seguici su instagram