ProjectTrumpmore

Il faccione di Trump troneggia sui ghiacciai dell'Artico. O meglio, potrebbe farlo. Una gigantesca testa potrebbe essere scolpita nei ghiacci del Polo Nord, un po' com'è accaduto ad altri celebri presidenti americani, che hanno trovato posto sul Monte Rushmore. Nel caso di Trump però l'intento sarebbe tutt'altro che celebrativo.

Una proposta/provocazione lanciata dalla ong finlandese Melting Ice. È il "ProjectTrumpmore". Secondo la ong, il monumento al Presidente che più di tutti ha negato i cambiamenti climatici e la responsabilità dell'uomo dovrebbe non solo trovare posto in uno dei luoghi più a rischio, a causa del riscaldamento globale, ma essendo fatto di ghiaccio si scioglierebbe dopo poco tempo, dimostrando che l'effetto del global warming è reale e non è affatto un'invenzione.

Altro che roccia, altro che granito. Ciò che secondo la ong Trump merita è una scultura che sintetizza la fragilità del pianeta, minacciato dai cambiamenti climatici. La dedica al presidente non è di certo casuale visto che a lui si deve il ritiro degli Usa dagli accordi di Parigi.

“Pensiamo che nella sua intangibilità, il riscaldamento globale manchi di un simbolo concreto. Uno che proverebbe che esiste o no. Questo è quello che stiamo cercando di fare: un progetto di arte scientifica. Comprendiamo che il nostro piano sia ambizioso, ma il fatto che ci stai leggendo significa che ci siamo già riusciti, anche se solo in partesi legge sul sito dedicato al ProjectTrumpmore.

Il viso di Trump sarebbe alto 35 metri, largo 20 e profondo 20, ancora più imponente dei suoi predecessori, sul Monte Rushmore. Per la realizzazione saranno necessarie quattro settimane e il processo sarà documentato e trasmesso dal vivo.

L'organizzazione senza scopo di lucro adesso è a caccia di fondi visto che per realizzare la scultura di ghiaccio “responsabilmente” occorrono circa 400.000 euro. Per questo Melting Ice ha avviato sul proprio una campagna di crowdfunding su varie piattaforme.

Qualora riuscisse nell'impresa, l'esecuzione del progetto sarà affidata a una squadra di scultori di ghiaccio finlandesi e mongoli leader a livello mondiale .

“Tuttavia, il fine non giustifica mai i mezzi. Ecco perché stiamo lavorando duramente per ridurre al minimo tutte le nostre emissioni di C02 causate dai viaggi e da altre azioni correlate al progetto” spiegano gli ideatori.

Siamo davvero curiosi di sapere cosa ne pensa il presidente Trump. A giudicare da questa sua espressione, non sembra molto convinto della scultura di ghiaccio a lui dedicata:

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Francesca Mancuso

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