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Tante chiacchiere, ma sui temi ambientali nulla di nuovo dai grandi della Terra. Ancora una volta, al summit mondiale che si è concluso domenica scorsa, si è parlato molto, ma al momento di trarre conclusioni e sottoscrivere impegni, l’impeto dei rappresentanti dei venti capi di Stato che si sono riuniti in Canada si è fortemente affievolito. Niente di fatto quindi in tema di finanza legata al clima e sulla soppressione dei sussidi ai combustibili fossili.

Duro naturalmente il commento del WWF sull’esito dell’incontro: “I leader mondiali dipingono ancora l'economia come bianca o nera. Ma la speranza dell'economia del 21 ° secolo è nel verde.", ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile clima e energia WWF Italia - La cosa più verde del G20 è stata l’abilità di riciclare i vecchi impegni. Questo vertice avrebbe potuto essere l'inizio della vera e propria azione verso un ambiente pulito e un'economia più efficiente, ma abbiamo ottenuto solo belle parole sull’economia verde e una dichiarazione riciclata sui sussidi ai combustibili fossili" .

Nel 2009 infatti, i leader del G20 avevano promesso di razionalizzare "ed eliminare gradualmente nel medio termine, gli inefficienti sussidi ai combustibili fossili che incoraggiano lo spreco - ha continuato la rappresentante del WWF - Quest'anno la dichiarazione del G20 ripete questo impegno e i leader dichiarano di 'incoraggiare la costante e completa attuazione di strategie specifiche per Paese e continuare ad esaminare i progressi compiuti verso questo impegno'".
"La riforma delle sovvenzioni ai combustibili fossili è una evidente soluzione win-win per l'ambiente e l'economia – ha aggiunto Midulla - ed è incoraggiante che la questione resti all'ordine del giorno del G20. Ma in Canada i leader hanno fallito la possibilità di concordare un calendario chiaro per raggiungere ciò che promettono".

Alle critiche del WWF si è unita anche Legambiente, per voce di Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale dell’associazione: “Anche in Canada il Governo italiano ha dimostrato come la tattica preferita sia quella della “melina”: nessuna cifra per il futuro, nessun dato, nessun nuovo impegno e anche nel caso dell’unica iniziativa varata, quella sulla salute materno infantile, non è dato sapere con quante saranno le risorse messe a disposizione”.

L’Italia, del resto, è in buona compagnia – ha continuato Gubbiotti - l’unico segnale uscito dall’appuntamento, che si può tranquillamente definire un doppio flop, è che la ripresa è ancora fragile ed esposta a molti rischi. Sulle risposte si procederà in ordine sparso: nessun accordo per tassare le banche e nessuna ricetta unica sulle politiche economiche. Ognuno deciderà di ridurre i deficit, ma con azioni nazionali mirate. L’urgenza di un intervento a sostegno delle economie deboli e di uno che regoli la finanza globale impazzita non ha portato a decisioni condivise rimandando tutto ai prossimi vertici di Seoul e di Nizza con la massima soddisfazione degli speculatori internazionali”.

“Sul fronte della lotta ai mutamenti climatici, poi – ha commentato il coordinatore – ogni decisione è stata rimandata alla prossima Conferenza delle parti sui mutamenti a Cancun, senza nessun impegno: naufragano irrimediabilmente i provvedimenti preannunciati contro i sussidi ai combustibili fossili che incoraggiano gli sprechi mentre la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico prosegue inarrestabile”.

Anche Greenpeace ha preso atto della dura sconfitta sottolineando la drammaticità dei cambiamenti climatici e l’inerzia dei grandi potenti: “Eventi come quelli della BP, i disastri petroliferi e i cambiamenti climatici sono a dir poco follia – ha detto Kumi Naidoo, direttore esecutivo internazionale di Greenpeace, che svolgerà il ruolo di osservatore ai prossimi G8 e G20 - Il disastro nel golfo del Messico ha messo in risalto la necessità del mondo intero di affrancarsi dalla dipendenza spasmodica del petrolio e iniziare una rivoluzione energetica. Oggi abbiamo l’urgenza di impegnarci e di investire in modo massiccio nella conversione alle energie alternative. I leader del G20 devono mantenere le loro promesse e tagliare I sussidi ai combustibili fossili”.
Intanto però non tutto è andato perso: l’India ha dichiarato che verranno eliminati i sussidi per il carburante fossile della benzina e che ci sarà la revisione delle sovvenzioni ai combustibili fossili e di altri diesel. Un piccolo passo in avanti, ma tanto resta ancora da fare.

Verdiana Amorosi



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