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È stata riattivata la piattaforma petrolifera Vega, la più grande nel mare siciliano, che si trova a circa 20 chilometri dalla costa di Pozzallo, in provincia di Ragusa.

I lavori sulla piattaforma, che vede la partecipazione di Edison per il 60% e dell’Eni per il 40%, si erano bloccati nell’ottobre di tre anni fa per permettere la costruzione di un nuovo impianto di stoccaggio, che non aveva il doppio scafo, né il doppio fondo ed era quindi fuori norma rispetto a quanto stabilito dalle leggi europee.

Oggi – per stoccare il petrolio - al posto della vecchia nave c’è la nuova imbarcazione Leonis, ancorata a circa a 800 metri dalla base. In questo modo il petrolio estratto parte dalla piattaforma e arriva attraverso tre condotti sottomarini alla nave di stoccaggio Leonis (battezzata come Floating Storage and Offloading), dove viene immagazzinato per poi essere caricato sulle petroliere.

Attiva dal 1987, la piattaforma Vega ha consentito fino ad oggi l’estrazione di 55,5 milioni di barili di petrolio e gli esperti calcolano che ne potranno estrarre ancora 12 milioni. In realtà – dopo la catastrofe ambientale nel golfo del Messico – le parole petrolio e piattaforma petrolifera non possono non destare una certa preoccupazione sulla reale sicurezza di Vega.

Secondo gli esperti, la nuova imbarcazione e le tecnologie messe in campo, sono in grado di garantire la totale sicurezza del pozzo e della zona circostante, ma dopo le vicende che hanno visto coinvolto un colosso come BP una tale certezza desta comunque un certo scetticismo. È vero infatti, che il mare di Sicilia non è così profondo come l’oceano e che la produzione di petrolio nel mare italiano si attesta su cifre sensibilmente inferiori, ma bisogna sempre tener presente che se si verificasse nel nostro mare un incidente come quello avvenuto nel golfo del Messico – pur nelle sue proporzioni – i danni ambientali ed economici sarebbero comunque incalcolabili.

Ciò appare ancora più inconcepibile, se si pensa che anche lo stesso Obama – presidente di una potenza che ha sempre visto il petrolio come l’unica risorsa possibile – si sia ormai convertito alle energie rinnovabili e sostenibili come grande, vera alternativa al petrolio e unica opportunità per il futuro. E se negli Usa si pensa a come poter convertire l’economia tradizionale in green economy, nel nostro Paese si parla ancora di investimenti e autorizzazioni nel greggio, nel totale silenzio del Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, di origini siciliane.

Verdiana Amorosi


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