Artico

Il ghiaccio marino artico sta diminuendo come non accadeva da 1500 anni. A rivelarlo la nuova edizione dell'Artic Report Card 2017, analisi condotta da 85 scienziati provenienti da 12 paesi. Il ritmo della diminuzione della superficie del ghiaccio marino è molto veloce.

Emily Osborn e il team hanno studiato i dati contenuti in 45 diversi archivi con una varietà di registrazioni annuali riguardanti diversi aspetti, dai nuclei di ghiaccio agli anelli degli alberi che forniscono informazioni sulla temperatura superficiale del mare, quella dell'aria e l'estensione del ghiaccio marino artico.

Come negli anni precedenti, il documento ha messo in evidenza i cambiamenti che continuano a verificarsi nell'Artico. Dopo un caldo autunno nel 2016, la primavera e l'estate 2017 hanno avuto temperature dell'aria quasi nella media rispetto al periodo 1981-2010.

Queste temperature "relativamente fresche" hanno contribuito a un rimbalzo dell'estensione della copertura nevosa nell'Eurasia nei mesi di maggio e giugno e a un rallentamento della perdita di ghiaccio marino in estate. Prese da sole, le osservazioni fatte nella primavera e nell'estate 2017 potrebbero fornire informazioni incoraggianti ma inserite in un contesto più ampio sono preoccupanti.

Anche se in parte legata alla variabilità naturale stagionale, questa "nuova normalità" è caratterizzata da temperature dell'aria artica che si stanno riscaldando al doppio del tasso di aumento della temperatura globale.

Le paleo-ricostruzioni, che risalgono a milioni di anni fa, indicano che l'ampiezza e il ritmo del declino dei ghiacci nel 21° secolo e il riscaldamento degli oceani superficiali non hanno precedenti negli ultimi 1.500 anni e probabilmente molto più a lungo.

Un po' di numeri

A marzo 2017 i satelliti hanno registrato il minimo invernale del ghiaccio marino dal 1979 a oggi. La copertura di ghiaccio continua ad essere giovane e sottile. Il ghiaccio pluriannuale (presente da più di 1 anno) nel 2017 è stato solo il 21% della copertura rispetto al 45% del 1985.

Ad agosto 2017 i mari di Barents e Chukchi hanno fatto registrare temperature superficiali fino a 4° C in più rispetto alla media 1982-2010.

Brutte notizie anche dalla Groenlandia, dove la tendenza al ribasso della massa glaciale della calotta continua, raggiungendo il minimo dal 1996. Nel 2015, è aumentato il verde della Tundra in tutto l'Artico, dopo 3-4 anni di continue diminuzioni.

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Francesca Mancuso

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