honga-tonga

Pochi anni fa all’arcipelago delle Tonga in Polinesia si è aggiunta un'isola in più. Si tratta di Hunga Tonga - Hunga Ha'apai, nata nel gennaio 2015 da un'eruzione vulcanica e destinata a durare pochi mesi. Le cose però sono andate diversamente e il fenomeno è stato oggetto di uno studio della Nasa.

Nel corso dell’ultimo mese del 2014, un vulcano sottomarino nel Regno di Tonga nel Sud Pacifico ha eruttato un violento flusso di vapore, cenere e roccia nell'aria. Quando finalmente la cenere si è stabilizzata nel gennaio 2015 è apparsa, tra due isole già esistenti e disabitate, una nuova conformazione che copre circa 200 ettari e si estende fino a 120 metri sopra l'oceano.

La neonata isola, ufficialmente nota come Hunga Tonga - Hunga Ha'apai dal nome del vulcano sottomarino sopra il quale si trova, sembrava dovesse resistere per pochi mesi ed invece, secondo un nuovo studio della Nasa, potrebbe rimanere visibile per un periodo di tempo compreso tra 6 e 30 anni.

Il team della Nasa ha calcolato due potenziali scenari che ne potrebbero influenzare la durata. Il primo è un caso di erosione accelerata da abrasione delle onde che, in 6 o 7 anni, piano piano distruggerebbe il cono di tufo lasciando solo un ponte di terra tra le due isole più grandi adiacenti. Il secondo scenario presume un tasso di erosione più lento che lascerebbe intatto il cono di tufo per circa 25-30 anni.

honga tonga isola cover

Negli ultimi 150 anni, solo tre isole vulcaniche sono emerse in questo modo e sono sopravvissute per più di qualche mese, la più famosa tra queste è Surtsey che apparve al largo della costa meridionale dell'Islanda durante un'eruzione iniziata nel 1963.

Gli scienziati hanno studiato Surtsey per decenni, ma Hunga Tonga è la prima isola di questo genere ad emergere nell'era del satellite moderno, il che fornisce agli scienziati un nuovo modo di studiare come queste masse rocciose si evolvono.

L’interesse intorno a questa nuova isola è molto, come ha dichiarato il geologo e co-autore dello studio Vicki Ferrini:

"C'è un'enorme quantità di materiale che è uscito da questa eruzione, forse più grande di Surtsey. L'altra cosa interessante è che le due isole che circondano questa nuova massa di terra hanno un substrato piuttosto duro, quindi c'è qualcosa che sta accadendo chimicamente per contribuire a rendere questa isola solida e a rimanere sul posto".

Utilizzando i dati satellitari aggiornati in tempo reale, il team sta sviluppando mappe 3D della topografia dell'isola, studiando le sue coste mutevoli e la quantità di terra che si trova sopra il livello del mare.
Come ha dichiarato il capo scienziato del Goddard Space Flight Center della NASA, Jim Garvin, che ha trascorso i suoi anni di formazione a Surtsey:

"Il nostro interesse è calcolare quanto il paesaggio 3D cambia nel tempo, in particolare il suo volume. È il primo passo per comprendere i tassi e i processi di erosione e per decifrare il motivo per cui è durata più a lungo di quanto la maggior parte delle persone si aspettasse”

Per conoscere meglio questa isola guardate i seguenti video a cura della Nasa:


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Tutti i dati e le valutazioni raccolte potrebbero essere utili non solo a capire il comportamento delle conformazioni di terra vulcanica nel Sud Pacifico ma anche di quelle che si trovano molto più lontano. La Nasa ritiene tra l’altro che lo studio dell’isola di Honga Tonga potrebbe fornire un nuovo modello per le indagini sulla storia dell'acqua su Marte che potrebbe aiutare a capire se sia mai esistita vita sul Pianeta Rosso.

Francesca Biagioli
Foto: Ⓒ 2015 CNES Distribution Airbus DS

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