moria di pesci a Rosignano

Sono note come i Caraibi della Toscana. Siamo a Rosignano Marittimo, dove come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa, la sabbia bianca non è uno spettacolo naturale ma è dovuto alla presenza dello stabilimento Solvay e agli scarichi legati alla lavorazione di materiali calcarei. Di recente, nella zona si è verificata anche una moria di pesci e uno sversamento di ammoniaca in mare.

È ancora da accertare se vi sia un legame tra l'insolita moria e la presenza di azoto ammoniacale nel tratto di mare, ma l'Arpat sta portando avanti i campionamenti e le analisi.

Ricostruiamo quanto sta accadendo a Rosignano. Nel pomeriggio del 29 agosto scorso sulla battigia in corrispondenza del Fosso Bianco sono arrivate decine di muggini “gaggia d’oro” e alcuni esemplari di lecce stella.

La stessa mattina alcuni residenti hanno segnalato all’ufficio Ambiente del Comune un forte odore di ammoniaca nell'aria. Sono scattatiimmediatamente i controlli dell'Arpat.

Si verifica – e poi la società Solvay confermerà – che all’interno dello stabilimento c’è stato un disservizio ai distillatori della sodiera. L’impianto, bloccato, sta ripartendo, ma è fuoriuscita ammoniaca” spiega Il Tirreno.

Il sindaco contro Solvay: “Vogliamo chiarezza”

Da lì sono partite le polemiche. C'è un collegamento tra l'incidente avvenuto alla Solvay, con il relativo sversamento di ammoniaca, e la moria dei pesci?

Non è ancora possibile confermarlo con certezza ma il sindaco di Rosignano ha chiesto alla Solvay di fare chiarezza, chiedendo formalmente una spiegazione pubblica e dettagliata sull'incidente che il 29 agosto ha causato maleodoranze e uno sversamento in mare di ammoniaca.

Il Comune conferma infatti che la morìa di pesci presso lo scarico a mare di Solvay ha fatto scattare l'allarme.

“Al momento purtroppo non abbiamo ancora un quadro completo della situazione – spiega il primo cittadino Alessandro Franchi abbiamo gli esiti dei due campionamenti eseguiti da Arpat il 29 e 30 agosto, e attendiamo l'esito degli esami sui pesci morti dell'istituto di zooprofilassi. Il collegamento tra la moria dei pesci e il presunto trafilamento di ammoniaca dallo stabilimento può essere solo ipotizzato come causa-effetto, ma abbiamo bisogno di qualcosa di certo”.

I campionamenti svolti da Arpat il 29 e 30 agosto hanno dato esiti molto diversi sulle zone di concentrazione di azoto ammoniacale nel tratto di mare antistante lo scarico dello stabilimento, probabilmente a causa delle correnti, spiega il Comune che sta valutando il divieto di balneazione.

pesci rosignano

“Ad oggi non abbiamo dati che ci permettano di estendere ancora il divietospiegano il sindaco e l'assessore all'ambiente Daniele Donati – infatti ASL ci scrive che 'vista la concentrazione di azoto ammoniacale presente nella zona balneabile, non sussistono problemi per la salute dei bagnanti'. Continueremo a seguire gli esiti degli altri campionamenti di Arpat, che è anche organo di polizia giudiziaria, e in caso di rilevazione di inquinamento deve presentare notizia di reato alle autorità. Ma pretendiamo che Solvay spieghi pubblicamente e dettagliatamente come si sono svolti i fatti”.

La risposta dell'Arpat

Il 31 agosto scorso, l'Arpat ha fornito i primi esiti dei campionamenti, che hanno rilevato

“una presenza di ammoniaca con concentrazioni superiori a quelle riscontrate durante i monitoraggi marino costieri routinari effettuati al largo con il battello Poseidon di ARPAT. I valori rilevati mostrano una andamento decrescente delle concentrazioni di ammoniaca allontanandosi dallo scarico Solvay”.

I dati sono stati inviati al Comune, alla Solvay e alla Asl.

campionamento arpat

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“I pesci prelevati martedì 29 agosto, sono attualmente presso la sede di Pisa dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per il Lazio e Toscana, per accertarne le cause della morte. Ulteriori campionamenti saranno realizzati da ARPAT per seguire l'evoluzione del fenomeno”.

Non c'è pace a Rosignano. Altro che Caraibi, altro che spiagge bianche caraibiche...

Francesca Mancuso

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