trump forest

Piantare alberi in nome dell'ignoranza di Donald Trump che punta tutto sulle fossili ed ha firmato l'uscita degli USA dal trattato di Parigi. Si chiama “Trump Forest” ed è un progetto di 3 attivisti, lanciato ad aprile scorso partendo dalla Nuova Zelanda con l’obiettivo della riforestazione globale. Perché scomodare il presidente Usa? Per sottolineare gli effetti che, secondo i creatori del progetto, hanno le azioni di Trump rispetto all’era Obama. Per compensare le emissioni in più generate dallo sviluppo ulteriore delle fossili sostenuto dal presidente, si raccolgono soldi per piantare nuovi alberi grazie ad una campagna di crowdfunding.

Il riferimento (non autorizzato) a Donald Trump

Daniel Price, Adrien Taylor e Jeff Willis non hanno mai celato la propria posizione e hanno dichiarato che la loro idea si è concretizzata dopo che Trump ha firmato l’ordine esecutivo, a marzo 2017, con il quale rilancia le fossili, basandosi sul presupposto che non alimenterebbero affatto gli effetti dei cambiamenti climatici.

Volevamo offrire alle persone un'azione tangibile da compiere che potesse avere un impatto rispetto a quelle intraprese dal governo Usa”, ha spiegato recentemente Price all’Huffington Post.

Trump Forest: gli obiettivi. Servono 10 mld di alberi

Trump nega I cambiamenti climatici come prodotto dell’attività umana e rilancia il carbone, “per questo pianteremo una foresta perché assorba i gas serra che Trump ha intenzione di riversare nell’atmosfera e abbiamo bisogno del vostro aiuto”.

Questo il messaggio chiaro e sintetico lanciato sulla pagina Facebook del progetto, che resta comunque un progetto di riforestazione significativo indipendentemente dalle spiccate posizioni anti-Trump degli artefici. Per compensare le emissioni di CO2 derivanti dall’abolizione del Clean Power Plan di Obama, serve una Trump Forest grande circa 100 mila km quadrati, vale a dire quanto lo stato del Kentucky. In totale servono 10 mld di alberi.

"Where ignorance grows trees"

Sotto questo slogan è stata inaugurata la Trump Forest, che ha visto come primo traguardo mille alberi piantati in Nuova Zelanda grazie al contributo di Offcut. Oggi si contano quasi 370 mila alberi piantati in tutto il mondo, oltre 1200 sostenitori e donazioni che hanno ormai superato i 50 mila dollari. Una grande opera di crowdfunding, che si appoggia sulla collaborazione del partner Eden Reforestation Projects.

I fondatori non guadagnano nulla, ma d’altra parte lo spirito è quello di convincere le persone a “pagare perché il proprio albero venga piantato in un posto qualsiasi del mondo”. In nome di Donald Trump, ma soprattutto in nome della lotta contro i cambiamenti climatici, una lotta destinata a non avere colori politici.

Per contribuire e sostenere la campagna di crowdfunding: https://trumpforest.com/

Anna Tita Gallo

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