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Quindici voti contro sei hanno approvato il trattato CETA sul libero scambio tra Unione Europea e Canada, adesso il provvedimento deve passare all’esame in aula. Intanto, una prima sconfitta per #StopCETA.

La Commissione esteri del Senato vota favore e va avanti incurante di ciò che sostengono associazioni e cittadini, ovvero che il CETA non porterà nessun vantaggio economico, né di libero scambio, anzi finirà per agevolare come sempre, gli interessi delle multinazionali.

Proprio per questo motivo, ieri al Pantheon a Roma si era alzata la protesta, ma trombette, tamburelli, fischietti e quant’altro non sono bastati. ‘Ma noi non molliamo: il #CETA non dovrà mai arrivare in Aula!’, dice il movimento.

Chi ha detto si. Questo l’elenco dei senatori che hanno votato a favore del CETA: Bruno Astorre Pd, Stefania Giannini Pd, Francesco Russo Pd, Stefano Lepri Pd, Giuseppina Maturani Pd, Claudio Micheloni Pd, Gian Carlo Sangalli Pd, Magda Angela Zanoni Pd, Lucio Malan Fi-Pdl, Renato Schifani Fi-Pdl, Pierferdinando Casini AP-CpE-NCD e presidente della Commissione, Francesco Colucci AP-CpE-NCD, Luigi Compagna Fl ,Francesco Palermo Aut e Mario Monti Misto.

In commissione, dunque, hanno votato a favore il Pd e Forza Italia, contro Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Misto e Lega. Mdp-Articolo 1 non ha partecipato al voto e questa assenza ha generato non poche polemiche tra i manifestanti al Pantheon.

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Ricordiamo che contro l’approvazione del trattato CETA che secondo la Commissione europea porterebbe solo vantaggi, è nato il movimento #StopCETA composto da Coldiretti, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori e Fair Watch e altre associazioni che in questi mesi, hanno chiesto a senatori e senatrici una presa di responsabilità.

Nonostante gli appelli alla presidente della Camera Boldrini e quello del Senato Grasso, si è andati avanti senza focalizzare il problema su liberalizzazioni e deregolamentazioni degli scambi commerciali.

“Il voto in Commissione Affari Esteri del Senato è un vergognoso autogol a scapito di diritti, salute, ambiente e dell’agroalimentare italiano. La politica commerciale europea e nazionale deve diventare un volano per rafforzare i nostri diritti sociali e la salvaguardia del Pianeta, non uno strumento per favorire i profitti di pochi, a scapito dei cittadini. Questo accordo è e sarà inaccettabile fino a quando non avverrà un vero cambio di rotta”, spiega in una nota Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura e Progetti speciali di Greenpeace Italia.

Tutto quello che c'è da sapere sul CETA:

Secondo Greenpeace, per un sistema commerciale trasparente, giusto ed equo, la globalizzazione deve essere governata da regole. Queste regole devono rispettare i valori nazionali e culturali, tutelare l’ambiente e la salute, consentire uno sviluppo sostenibile e attuare efficacemente gli obiettivi degli accordi delle Nazioni Unite quali l'Accordo sul clima di Parigi, la Convenzione sulla Biodiversità e gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

“Il 5 luglio saremo di nuovo in piazza a Montecitorio, con associazioni ambientaliste, agricole, sindacali e della coalizione #StopTTIP #StopCETA, per ribadire un forte e chiaro no al CETA”, conclude Ferrario.

Dominella Trunfio

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