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Trombette, tamburelli, fischietti e quant’altro perché la battaglia contro il CETA è ancora tutta aperta. Il 27 giugno alle ore 10 in piazza al Pantheon a Roma si alza la protesta, mentre è previsto il voto in Commissione Affari esteri.

Dopo essere riusciti a far slittare una prima votazione (quella del 23 giugno), associazioni e cittadini chiedono a gran voce di fermare il CETA, un trattato dannoso per il nostro Paese. In questi giorni, in tanti hanno scritto a senatori e senatrici e al Presidente Mattarella, in visita in Canada, per sensibilizzarli a un atto di responsabilità.

Per adesso, però secondo ciò che si legge sul sito della Commissione europea, il CETA porterebbe solo innumerevoli vantaggi come l’eliminazione dei dazi di importazione, la possibilità per le imprese europee di partecipare ad appalti pubblici in Canada e ancora, l’apertura del mercato alle esportazioni.

Ma non è finita qui. Gioverà alle piccole e medie imprese, ci saranno vantaggi per i consumatori e per tutti coloro che vorranno vivere in Canada. Insomma, per la Commissione europea, ci sarebbero almeno venti buoni motivi per firmare al più presto gli accordi.


#StopCeta: la risposta delle associazioni

Lo scenario idilliaco promosso dalla Commissione fa rabbrividire le associazioni, secondo cui al pari del TTIP, il CETA deve destare preoccupazioni. Infatti, tutte le associazioni della campagna Stop TTIP si uniscono anche questa volta.

Da Coldiretti a Greenpeace, Da Slow Food fino alla Cgil, scendono tutti in piazza con due presidi per smontare le tesi europee e sostenere il No agli accordi che, secondo il Libro bianco e due dossier tecnici, non porteranno nessun tipo vantaggio all’Italia. Anzi.

Con il via libera, le multinazionali americane potranno citare in giudizio nei tribunali internazionali privati le aziende europee, servendosi della clausola Ics (Investment court system), cioè del sistema giudiziario arbitrale per la difesa degli investimenti.

Un’azione del genere garantirebbe privilegi alle lobby e costituirebbe una seria minaccia per l’ambiente e la salute pubblica, infatti con il CETA andrebbero in fumo, anni e anni di lotta alla contraffazione e all’italian sounding e tanto per citare un esempio, saranno tutelati solo 5 DOP e IGP del Sud Italia.

Da non sottovalutare poi, la questione glifosato. Con la firma dell’accordo non solo bisognerà temere per le imitazioni canadesi dei prodotti italiani, ma anche una possibile invasione di grano duro.

Tutto quello che c'è da sapere sul CETA:

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Cosa puoi fare tu

Ecco l’appello lanciato dalle associazioni #StopCETA

Invia subito una lettera a tutti senatori, mettendo in chiaro che chiunque approvi il CETA non avrà mai più il tuo voto. Una traccia è disponibile sul sito di Stop TTIP Italia, gli indirizzi si trovano a questo link.

Partecipa al tweetstorm sui senatori martedì 27 giugno dalle 12, su come fare fare clicca qui

Dominella Trunfio

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