artico clima

La rompighiaccio canadese Amundsen non partirà per l'Artico quest'anno. La nave avrebbe dovuto salpare portando a bordo alcuni scienziati per uno studio in quella zona relativo ai cambiamenti climatici in atto, ma le temperature si sono nel frattempo alzate e i ghiacci dell'Artico si stanno muovendo, rendendo la spedizione troppo pericolosa.

Spedizione sospesa per cambiamenti climatici

Il viaggio era in programma da tempo e il suo obiettivo era quello di monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecostistemi marino e costiero della zona artica. Il primo effetto è eclatante: l'innalzamento delle temperature ha messo in movimento i ghiacci e ha reso il viaggio troppo rischioso. I cambiamenti climatici metterebbero a repentaglio la vita degli scienziati a bordo. I ricercatori si sono accorti molto presto che il viaggio sarebbe stato impossibile: un movimento a Sud dei ghiacci avrebbe impedito alla Amundsen di raggiungere la propria meta in tempo per condurre gli studi previsti. I ghiacci, a causa dei cambiamenti climatici, si sono assottigliati oppure sciolti e quindi hanno iniziato spostamenti rilevanti.

Così, la missione è stata cancellata, con la consapevolezza che condizioni simili saranno sempre più frequenti in futuro e costringeranno gli esseri umani a modificare le proprie abitudini di vita a causa dei cambiamenti climatici.

Il progetto BaySis

Si tratta dell'Hudson Bay System Study (BaySys), che coinvolge 40 scienziati provenienti da 5 univerisità canadesi e sostenuto con 15 mln di dollari in 4 anni. Una partnership tra gli scienziati, guidata dall'Università di Manitoba, e la presenza della Guardia Costiera canadese hanno consentito uno sviluppo costante di questi studi sui cambiamenti climatici per 15 anni. La Amundsen è equipaggiata con 65 sistemi scientifici, 22 a bordo e laboratori portatili, oltre ad una serie di strumenti che hanno permesso agli scienziati di concentrarsi sui sedimenti, sugli ecosistemi e su tutto ciò che si trova sui ghiacci ma anche al di sotto del livello del mare, sulla neve e nell'atmosfera.

articoscienziati

Cosa accadrà alla Amundsen

La spedizione prevista per il 2017 non sarà del tutto interrotta, è previsto uno studio sugli oceani e la Nunavik Inuit Health Survey, mentre gli scienziati sperano di poter riprendere il programma BaySis nel 2018. Ma le parole contenute in una nota dell'Università di Manitoba riassumono alla perfezione lo scenario:

“Le ricerche dei nostri scienziati indicano chiaramente che i cambiamenti climatici non sono qualcosa che accadrà nel futuro. Sono già qui”.

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