G7 Taormina

G7 di Taormina. Inizia il conto alla rovescia visto che mancano ormai due giorni. L'incontro nella cittadina siciliana, ormai blindata, è previsto per venerdì 26 e sabato 27 maggio. Tra gli “osservati speciali” il presidente americano Donald Trump. Ma che fine ha fatto il clima?

La scelta della Sicilia, invece di Firenze come inizialmente prospettato, è dettata dalla volontà di lanciare un messaggio chiaro:

“La Sicilia è un ponte tra l’Europa e l’Africa, e Taormina, con la sua storia che affonda le radici nell’antichità, è il crocevia di diverse civiltà” si legge sul sito ufficiale.

I partecipanti al G7 di Taormina

La riunione di Taormina sarà guidata dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e coinvolgerà i leader di Italia, Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna.

Il Vertice si articolerà in due giorni di lavoro con la presenza di 12 Capi di Stato e di Governo. Oltre ai Leader dei Paesi G7 - Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti - ci saranno anche il Presidente della Commissione Europea, il Presidente del Consiglio dell’Unione Europea e il secondo giorno si uniranno 5 Capi di Stato e di Governo di Paesi africani.

Curiosità. Quattro dei sette leader presenti a Taormina - Gentiloni, May, Trump, Macron - parteciperanno al vertice per la prima volta.

I cambiamenti climatici al G7 di Taormina

Grande era ed è l'attesa per il focus sui cambiamenti climatici, vista anche la posizione degli Stati Uniti di Trump.

Nei giorni scorsi è stata resa nota l'agenda del G7 e il clima rientra solo nella Sessione 3: “World economy and Sustainable Growth (Trade - Climate & Energy)”.

In ballo c'è addirittura il ritiro degli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima. La decisione sarà comunicata da Trump solo dopo il vertice di Taormina. Ad annunciarlo, all'inizio del mese di maggio è stato il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer.

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Intanto, ieri alla vigilia dell'incontro tra Trump e Papa Francesco, Greenpeace ha proiettato un messaggio sulla Cupola di San Pietro, lanciando un appello:

“Il presidente degli Stati Uniti ha abolito numerose misure per la protezione del clima, per favorire le aziende petrolifere e del carbone, ma i cambiamenti climatici sono la minaccia che più tocca la nostra generazione e Trump non può sfuggire a questa responsabilità rinnegando l’impegno che gli Stati Uniti hanno preso a Parigi!

“La sua priorità devono essere le persone e il pianeta, non il profitto di chi inquina. È assurdo fermare la transizione, che deve invece essere accelerata, verso fonti di energia pulitaincalza Greenpeace.

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Incrociamo le dita in attesa del G7, augurandoci che il clima non sia uno dei grandi assenti.

Francesca Mancuso

Foto: Greenpeace

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