Rogo tossico di Pomezia: quali rischi e conseguenze? Le raccomandazioni di Asl, Comuni e ONA

incendio ecox pomezia

Sono passati 5 giorni da quando a Pomezia è divampato un preoccupante incendio in corrispondenza delle strutture della EcoX. L'incendio è ormai spento, ma è già stata confermata dalle prime analisi la presenza di amianto sui campioni delle lastre che fungevano da copertura dei capannoni. Scatta intanto per le mense scolastiche il divieto di approvvigionamento di derrate alimentari proveniente da zone vicine a quella del rogo, mentre le scuole a Pomezia lentamente riaprono.

(Credit foto:Marta Caporilli, postata sulla nostra pagina Facebook)

ROGO TOSSICO DI POMEZIA, AMIANTO SUL TETTO

L'Asl aveva da subito ammesso la presenza di amianto sul materiale campionato. E' stato poi il procuratore di Velletri Francesco Prete a spiegare altri dettagli: i campioni sono frammenti di lastre ondulate della copertura interna ed esterna al capannone, repertati sul sito; su questi campioni è stato rintracciato amianto ma l'Asl al momento non può stabilire l'entità di tale sostanza nociva e il grado di inquinamento eventuale. Intanto, anche l'Arpa è all'opera per verificare la presenza nell'aria di particolato, di diossina e di idrocarburi. Venerdì si dovrebbero avere dati più precisi.

MENSE SCOLASTICHE: STOP AL CIBO DALLA ZONE LIMITROFE

E' un raggio di 5 km quello per cui è scattato il divieto di approvvigionamento di derrate alimentari, imposto direttamente dal Campidoglio . Lo stop è indirizzato in particolare alle mense scolastiche servite da aziende che si trovano in quel raggio. In un primo tempo si parlava di un raggio di 50 km, poi presumibilmente ridotti a 5 (c'è una certa ambiguità su questo dato, pare che il primo sia stato diffuso dal Dipartimento Scuola, poi forse corretto).

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A POMEZIA RIAPRONO LE SCUOLE

Dopo un'ordinanza del sindaco Fabio Fucci a Pomezia oggi riaprono alcune scuole, quelle dove sono state terminate le pulizie straordinarie. In totale, sono 12 quelle oggi riaperte, mentre 19 restano chiuse.

RACCOMANDAZIONI UFFICIALI AI CITTADINI

Da un'altra ordinanza del Comune di Pomezia riportiamo una sintesi delle raccomandazioni utili a chi risiede in zona:

1) come da indicazioni della ASL, divieto nel raggio di km 5 dal luogo dell’evento della raccolta, vendita e consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati; del pascolo degli animali; dell'utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dall'area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione. Si ricorda anche di provvedere al mantenimento degli animali da cortile al chiuso, evitando il razzolamento.

2) Come da indicazioni della ASL, i prodotti ortofrutticoli derivanti dalla coltivazione in zone immediatamente prospicienti dovranno essere sottoposti prima della consumazione ad accurato lavaggio in acqua corrente e potabile.

3) Si raccomanda, a titolo precauzionale: il lavaggio esclusivamente con acqua delle superfici esterne e oggetto di accumulo di polveri evitando getti che possano rimettere in circolo le stesse; per impianti di condizionamento o aerazione forzata, la sostituzione/manutenzione dei filtri e delle condotte, in particolare per chi li ha spenti/disattivati il giorno in cui è scoppiato l’incendio e ha intenzione di riaccenderli in queste ore.

I danni alla salute causati da sostanze come l'amianto non sono visibili immediatamente, ma non per questo va sottovalutata la situazione. “Riteniamo che un impianto di deposito di plastiche, carta e altri materiali riciclati andati a fuoco determinino danni gravissimi anche ove non ci fosse stato amianto e nel nostro caso, almeno per quanto ha dichiarato la ASL Roma 6, tale condizione di rischio è confermata. L’ONA rimane in prima linea per assistere i cittadini e le popolazioni colpite da questo disastro. Non ci riferiamo soltanto al rischio amianto, ma anche alle diossine e alle altre sostanze inquinanti e cancerogene”, ricordano dall'Osservatorio Amianto,

Ecco quindi anche una sintesi delle raccomandazioni diffuse dall’ONA (Dipartimento di Prevenzione – Coordinato dal Prof. Giancarlo Ugazio), in parte simili a quelle diffuse dal Comune di Pomezia:

1) Uso di maschere, preferibilmente con FFP3, specialmente per coloro che vivono nelle zone limitrofe.  In base ai dati tecnici di illustrazione dei dispositivi disponibili, tali protezioni sembrano essere sufficienti;

2) Divieto assoluto di mangiare frutta e verdura prodotta entro i 5 km dal rogo, e attenzione e quindi misure igieniche per tutti gli altri prodotti. Non sempre il solo lavare la frutta può essere sufficiente (il fatto che c’è stato vento e non la pioggia, potrebbe aver fatto disperdere le fibrille di amianto anche a distanze notevoli);

3) Per pulire i terrazzi e balconi si può lavare la polvere depositata con abbondante quantità d’acqua con sapone, tipo quello di Marsiglia; meglio non impiegare candeggina;

4) Pozzi: se chiusi con apposita copertura non vi dovrebbero essere entrate quantità rilevanti delle polveri dei fumi dell’incendio tanto da rendere rischioso l’uso dell’acqua; se aperti, è sconsigliato berne l’acqua, opportuno segnalare il rischio.

Anna Tita Gallo