Eni confessa: in Val D'Agri perdita di petrolio di 400 tonnellate

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Eni lo ammette: dal mese di agosto al mese di novembre 2016, nel sottosuolo lucano della Basilicata, c'è stata una “perdita” di petrolio dal Centro Olio Val d'Agri di Viggiano. A confermarlo sarebbe stata la società durante un incontro svoltosi giovedì al Ministero dell'ambiente. Si parla di 400 tonnellate di petrolio e 6mila metri quadrati contaminati.

Dal canto suo, durante il tavolo tecnico convocato dal governo sul Cova, Eni si difende spiegando che 210 tonnellate sono state già recuperate, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano. In risponsta alle domande di Giuseppe Lo Presti della Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali del Ministero dell'ambiente, Eni ha spiegato che il greggio fuoriuscito, non è quello del serbatoio A del Centro Oli, come si pensava fino ad oggi, ma quello del serbatoio D.

Ricordiamo che il Cova è fermo dal 18 aprile, quando la Regione Basilicata ha sospeso le attività dell’impianto, a cui ha fatto seguito la decisione di Eni di chiuderlo temporaneamente.

Il colosso petrolifero, dal canto suo, aveva precisato di aver adempiuto a tutte le prescrizioni imposte dagli enti competenti “che sono sempre stati tenuti informati sulle attività di intervento e di monitoraggio ambientale in corso” ma aveva comunque deciso di fermare le attività “per rispetto delle posizioni espresse dal territorio, dal Presidente della Regione e dalla Giunta Regionale”.

Nei prossimi giorni, Ispra e Arpa Basilicata condurranno un'ispezione straordinaria nel Centro Olio Val d'Agri

“per verificare le azioni poste in essere dall'azienda per far fronte alla situazione di emergenza che si è creata a seguito dello sversamento di idrocarburi” spiega il Ministero dell'ambiente a margine del tavolo tecnico. “I controlli saranno effettuati sul processo produttivo secondo i parametri e gli standard in vigore per le autorizzazioni nazionali ed entro la fine di maggio le risultanze emerse saranno oggetto di una seconda riunione del tavolo”.

Ma i controlli effettuati finora non lasciano spazio a dubbi. Qui è possibile visionare i risultati dei campionamenti delle acque sotterranee del Centro Olio di Viggiano già condotti dall'Arpa Basilicata nel periodo che va dal 09 marzo 2017 al 15 marzo 2017, dopo l'evento di contaminazione delle due aree e nell'ambito della Messa in Sicurezza di Emergenza attuata dall'Eni.

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La situazione è addirittura peggiore di quanto considerato finora. Da parte di Eni nessun comunicato ufficiale ma ieri pomeriggio ha avuto luogo una conferenza stampa indetta dal Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella. 

“Il nostro atteggiamento continuerà ad essere di assoluta ed estrema attenzione, attraverso un oculato, costruttivo, rigoroso e continuo monitoraggio in un rapporto molto stretto fra Ministero Ambiente, Ispra, Regione e Arpab e nell’ambito di un fitto colloquio con Eni al tavolo tecnico” ha detto Pittella, nel corso dell’incontro per fare il punto sulle misure di emergenza messe in atto dopo lo sversamento di petrolio che ha portato allo stop del Cova.

Il Presidente della Basilicata ha ricordato anche i quattro punti su cui la Regione lavorerà ossia la messa in sicurezza, il piano di caratterizzazione per arrivare alla bonifica, la messa in sicurezza tecnologia dell’intero impianto del Cova e gli aspetti legati all’occupazione. In particolare, per la messa in sicurezza dopo lo sversamento, il presidente ha detto che

“da una parte l’Arpab sta mettendo in campo controlli continui, e che ad oggi il fiume Agri ed il Pertusillo risultano essere privi di contaminazione; dall’altra Eni ha realizzato una barriera idraulica per evitare contaminazioni tanto a valle quanto a monte. La Regione, allo stesso tempo, insisterà per ottenere l’esame di altre parti del territorio, nello specifico quelle ad Est del Cova, per avere un quadro complessivo della situazione”.

Fa sapere la ragione che entro il mese di maggio sarà effettuato un sopralluogo da parte del Ministero, di Ispra, dell’Arpab e del Dipartimento per andare a ispezionare tutto l’impianto Cova nella parte tecnologica. Intanto Eni ha svuotato i serbatoi e sta predisponendo il sottofondo per quelli che non ne avevano.

Francesca Mancuso