Ponte nelle Alpi, il borgo italiano che ha detto stop ai pesticidi

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Ponte nelle Alpi dice stop ai pesticidi più usati in agricoltura. Una bella vittoria per la provincia bellunese che bandisce tutti i prodotti potenzialmente pericolosi per la salute e per l’ambiente.

Il nuovo regolamento della Polizia rurale del comune di Ponte nelle Alpi stabilisce, infatti, il divieto di utilizzare fitosanitari pericolosi su tutto il territorio sia agricolo che extra.

Nello specifico, non sarà più possibile utilizzare tutti quei prodotti che in etichetta contengono indicazioni di pericolo, come ad esempio la dicitura ‘tossico se ingerito’, ‘letale’.

L’obiettivo emerge chiaramente nel primo articolo della delibera dove si specifica che:

“Le amministrazioni comunali intendono tutelare la salute dei cittadini – diritto sancito dalla Costituzione art. 32 – e l'ambiente dai danni derivanti dall'uso di prodotti fitosanitari di sintesi, promuovendo pratiche agricole che conservino la biodiversità e la fertilità del suolo”.

Per farlo, quindi, si devono mettere al bando determinati prodotti senza esclusioni sia nell’area urbana che in quella agricola. L’unica eccezione è per gli interventi eseguiti dall’autorità sanitaria finalizzati alla tutela della salute pubblica quali disinfestazione e simili.

Una bella vittoria per il comune di Ponte nelle Alpi, il piccolo comune veneto di poco più di 8mila anime che da tempo si batte per azioni virtuose e più sostenibili per l’ambiente.

Lo stesso regolamento, infatti, è frutto di un percorso avanzato dalla cittadinanza guidata dall’associazione Terra Bellunese e dal coordinamento provinciale ‘Liberi dai Veleni’.

Attraverso incontri pubblici, con il supporto di Associazione dei Medici per l’ Ambiente, Isde sono stati spiegati gli effetti che i prodotti fitosanitari hanno sulla salute umana. Si continuerà su questa strada per coinvolgere anche aziende agricole e associazioni di categoria.

Da tempo parliamo della coalizione Stop Glifosato, a cui anche greenme.it aderisce e di questo 2017 che potrebbe essere l’anno decisivo per dire stop all’erbicida cancerogeno.

Entro dicembre,infatti, il Parlamento Europeo dovrà esprimersi definitivamente sull’autorizzazione al suo utilizzo. Una battaglia che sta coinvolgendo sempre più cittadini e associazioni ma anche movimenti spontanei che si sono uniti per lanciare un ICE (iniziativa dei cittadini europei) che spinga il parlamento europeo a vietare l’uso del glisofato, a modificare le procedure per le autorizzazioni all’uso dei pesticidi, nell’ottica di costruire un futuro libero dai pesticidi e più sostenibile.

In tutta Europa sono già state raccolte oltre due milioni di firme.

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Intanto Ponte nelle Alpi diventa il primo comune dotato di un regolamento che vieti l’uso di pesticidi sulla base del grado di pericolosità.

Ma sul fronte glifosato, l’erbicida della Monsanto sicuramente più diffuso nel mondo anche Regione Calabria e Regione Toscana hanno votato una mozione per rimuoverlo da tutti i disciplinari di produzione e a escludere dai premi del Piano di Sviluppo Rurale le aziende che ne fanno uso.

Firma qui la petizione per dire stop al glifosato

Per aderire alla coalizione #StopGlifosato clicca qui

Dominella Trunfio