foreste_indonesiane

I sette Paesi più industrializzati del mondo hanno annunciato un finanziamento di quattro miliardi di dollari destinati a combattere il processo di deforestazione, causa delle emissioni globali di gas serra, per ridurre i cambiamenti climatici.

 

È una delle iniziative lanciate durante la Climate forest conference (Conferenza sul Clima e le Foreste), che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di 52 paesi. In questa occasione le nazioni ricche hanno anche trovato un accordo su un finanziamento di 30 miliardi di dollari, nel periodo 2010-12, per aiutare gli stati più poveri a combattere il riscaldamento globale. Una cifra che arriverebbe a 100 miliardi di dollari l'anno entro il 2020 come previsto nell'accordo raggiunto durante la Conferenza di Copenhagen.

Paesi ricchi e paesi poveri hanno quindi approvato una serie di linee guida per contribuire a salvare le foreste, nel primo concreto segno di azione globale contro il cambiamento climatico.

Alla conferenza, il Presidente Indonesiano, Susilo Bambang Yudhoyono, ha annunciato uno stop di due anni sul rilascio di nuove concessioni per la conversione di foreste vergini e torbiere in piantagioni.

Secondo Greenpeace, la decisione del Presidente indonesiano è il primo segnale importante per raggiungere la riduzione del 41% delle emissioni di CO2 e per proteggere le ultime foreste e torbiere indonesiane.

La deforestazione in Indonesia continuerà ad aumentare se la moratoria annunciata dal Presidente Yudhoyono non si estenderà anche alle concessioni esistenti – fa sapere Chiara Campione, Responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia. Questa intanto è una buona notizia – ha commentato - soprattutto se consideriamo che, fino a sei mesi fa, lo stesso governo indonesiano non prendeva minimamente in considerazione un impegno così vincolante”.

Greenpeace intanto ha chiesto che la decisione annunciata da Yudhoyono venga formalizzata al più presto in un Decreto Presidenziale e si trasformi quindi in un impegno serio, mettendo in atto misure che consentano la protezione delle foreste, incluse le torbiere, e la conseguente riduzione delle emissioni.

"Questo meccanismo in realtà – ha concluso Campione - può avere successo solo se ci saranno reali garanzie per la protezione della biodiversità e i diritti delle popolazioni indigene.

Verdiana Amorosi


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