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Qualche giorno fa avevamo passato in rassegna le peggiori maree nere della storia, quei disastri ambientali che hanno avuto per minimo comun denominatore la fuoriuscita di petrolio in mare con devastanti conseguenze dal punto di vista dell'ecosistema, auspicandoci di non dover mai più assistere a simili catastrofi.

E mentre nel Golfo del Messico continua la lotta contro il tempo per arginare l'emorragia di greggio che non accenna ad arrestarsi, alle sei di stamane, le 23 di ieri sera qui in Italia, a 13 chilometri della costa di Singapore, uno scontro tra la petroliera MT Bunga Kelana 3 e la nave cargo MV Wail, fa temere per un nuova catastrofe petrolifera.

Dallo squarcio di circa dieci metri che si è aperto sul fianco della cisterna malese, infatti, si stanno riversando in mare circa duemila tonnellate di petrolio e gli equipaggi, rimasti illesi dalla collisione, stanno lavorando insieme alle autorità portuali per ripulire l'oil spill al fine di evitare un nuovo disastro ambientale.

Ricordiamo che quello di Singapore è uno dei porti più trafficati del mondo nonché uno dei punti nevralgici per il commercio internazionale di petrolio.



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