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Le perforazioni in alto mare in futuro potranno essere permesse solo se sarà garantito che non provocheranno disastri ambientali. Barack Obama non blocca le nuove trivellazioni per la ricerca di petrolio, continuando a permettere quelle che sapranno fornire garanzie di sicurezza concrete affinché non si ripeta quanto accaduto alla piattaforma Deepwater Horizon.

Il presidente degli Stati Uniti nel discorso settimanale trasmesso per radio e su internet ha affermato che cercare fonti di petrolio e gas nel territorio nazionale è ancora fondamentale per l'economia statunitense e “siccome dal Golfo del Messico viene il 30% della nostra produzione di petrolio, avrà un ruolo importante per la nostra sicurezza energetica futura. Ma potremo proseguire le perforazioni off-shore solo se ci verrà garantito che non potrà accadere di nuovo un disastro come quello del petrolio della Bp".

E proprio con lo scopo di prevenire simili tragedie, oltre che accertare le responsabilità, Obama ha annunciato che è stata nominata la commissione bipartisan che indagherà sull'incidente, puntando il dito, oltre che sulla Bp anche sul colosso delle trivellazioni Halliburton e sulla società svizzera proprietaria della piattaforma affondata, la Transocean. "Lo scopo di questa commissione - assicura infatti Obama - è sia quello di scoprire le cause alla radice del disastro sia quello di individuare le precauzioni che dovremo prendere per evitare che simili disastri si ripetano in futuro"

A presiedere la Commissione saranno l'ex senatore democratico della Florida Bob Graham e l'ex numero uno dell'Epa (Environmental Protection Agency ) William Reilly. E intanto, si pensa di mettere al bando la Bp, rea di non aver rispettato le regole e le misure di sicurezza, escludendola da tutti i contratti governativi.

Ma nel frattempo, come fa notare il New York Time, la British Petroleum ha “le mani in pasta” anche sui laboratori che fanno le analisi delle acque inquinate e sui centri che recuperano gli uccelli colpiti dalla marea paventando un conflitto di interesse che va ad aggiungersi alle tante accuse a carico della multinazionale britannica che a un mese dal disastro, con il greggio che ha contaminato già oltre 55 chilometri di coste della Lousiania, non ha ancora trovato una soluzione valida per arginare la fuoriuscita di petrolio.



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