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A un mese dal disastro petrolifero che ha colpito il Golfo del Messico, Greenpeace scala la sede londinese della BP e denuncia la multinazionale britannica con una gigantesca bandiera raffigurante il logo alterato della British Petroleum: BP British Polluter!

Basta con le false promesse e i falsi loghi.

Secondo Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia, «Il logo verde di BP è solo un tentativo patetico di distrarre l’opinione pubblica da ciò che in realtà questa compagnia sta facendo contro l’ambiente, dalle pericolose perforazioni nel Golfo del Messico al disastro delle sabbie bituminose del Canada. Se non vengono intraprese subito azioni decise e la BP non cambia la proprie politiche, è certo che questo approccio porterà purtroppo a ulteriori disastri».

Un’azione, questa, che arriva direttamente al cuore della sede centrale imbrattando, con una grossa macchia nera, il simbolo verde smeraldo scelto dalla società del Regno Unito.

La protesta di oggi coincide, non a caso, con il Cda della BP a cui parteciperà il direttore esecutivo Tony Hayward e che avrà come oggetto lo sversamento di petrolio del Golfo del Messico. Uno scherzetto volto a sensibilizzare direttamente i vertici, per dare un messaggio chiaro e diretto a chi sta distruggendo un bene inestimabile per il Pianeta.

Questa è la prima volta dal disastro che il direttore esecutivo della BP, Hayward, si reca presso la sede centrale nel Regno Unito, oggi ribattezzata da Greenpeace British Polluter (Inquinatori Britannici).

Dalla data dell’incidente, sono migliaia i barili di petrolio riversati in mare e a nulla sono valsi i tentativi della BP per arginarlo. Se pensiamo, poi, che il petrolio in superficie non è altro che una minima parte della marea nera, in buona percentuale depositata sul fondale, possiamo immaginare i reali danni prodotti all’ecosistema.

Il disastro del Golfo del Messico può essere fatto risalire a decisioni che sono state prese in questo edificio. – sostiene uno degli attivisti - Sotto la direzione di Tony Hayward, BP si è assunta il rischio di pompare petrolio da posti sempre più remoti, tagliando investimenti per l’energia pulita, l’unica in grado di ridurre la dipendenza del mondo dal petrolio e sconfiggere i cambiamenti climatici».

Serena Bianchi



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