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L’ultimo tratto della Dakota Pipeline potrebbe cambiare percorso. Per il momento hanno vinto i Sioux ma bisognerà continuare a lottare per salvare le terre ancestrali. 

L’Army Corp of Engineers domenica 4 dicembre ha annunciato che non concederà i permessi per la costruzione della Dakota Access Pipeline sul territorio dei Sioux e che cercherà un percorso alternativo. La tribù ha celebrato la notizia con danze e canti al ritmo dei tamburi. In ogni caso, non è detto che il Governo Usa e le imprese costruttrici dell'oleodotto permetteranno tale cambiamento.

Per mesi i membri della tribù dei Sioux e i loro sostenitori sono scesi in campo per fermare la costruzione dell’oleodotto che rischia di inquinare le acque del lago Oahe, un’importante fonte per la loro sopravvivenza.

I Sioux hanno celebrato la loro prima vittoria vittoria ma nello stesso tempo temono che la decisione di modificare il percorso dell’oleodotto non sia permanente, sia per l’incognita delle prossime decisioni di Donald Trump sia perché i sostenitori della Dakota Pipeline potrebbero fare pressione perché il percorso non venga modificato.

Gli attivisti dunque non abbandoneranno il proprio sito di protesta e continueranno a difendere le terre ancestrali anche con l’arrivo dell’inverno e con l’abbassamento delle temperature nella speranza che la vittoria dei Sioux possa essere duratura.

I Sioux sanno bene che la vittoria potrebbe essere solo momentanea e che dovranno continuare a difendere le proprie terre e a far sentire la propria voce, come riporta la CNN.

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“Nell’anno a venire potrebbero giungere nuove minacce e non possiamo smettere di protestare fino a quando il progetto per l’oleodotto non sarà completamente sconfitto e le nostre terre e acque non saranno salve”.

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L’Army Corps of Engineers chiede che per l’oleodotto si trovi un percorso che non metta in pericolo le terre ancenstrali e le acque de lago Oahe.

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Secondo Jan Hasselman, uno dei rappresentanti della tribù dei Sioux, bisognerà contrastare le decisioni dell’amministrazione Trump se non prenderanno in considerazione dei percorsi alternativi per l’oleodotto.

I Sioux non si arrendono e sono pronti a proseguire la protesta in nome della difesa dell’ambiente e delle terre ancestrali, si batteranno anche di fronte alle decisioni avverse del Governo, prendendo spunto proprio dal pronunciamento dell’Army Corps of Engineers sulla necessità di modificare il percorso dell’oleodotto.

Marta Albè

Fonte foto: CNN

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