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Una notte di paura e tre forti scosse in poche ore nel Centro Italia dove la terra torna a tremare dopo il devastante terremoto di quest’estate.

L’epicentro nella Valnerina, nelle Marche ma le scosse si sono avvertite in tutte le zone limitrofe vicine. Alle 19.10 magnitudo 5.4 e di 5.9 alle 21.18 più intensa e duratura. Alle 23.42, stesso epicentro con magnitudo 4.6. La terra ha tremato a lungo anche a Roma, L'Aquila, Perugia, e Terni. Ed è stata avvertita in Friuli, in Veneto e perfino in Austria.

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Il bilancio

Un uomo di 73 anni è morto per un infarto a Tolentino, presumibilmente per lo choc provocato dal terremoto. Per il momento, secondo le forze dell’ordine, non ci sarebbero vittime, ma tanti sono i feriti e oltre 2 mila gli sfollati.

A Fabriano ci sono 8 feriti. Il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola spiega all’Ansa :

“Ci sono alcune abitazioni inagibili e stiamo organizzando punti di accoglienza. Apriremo il PalaGuerrieri, il PalaFermi e il PalaCesari, in modo da accogliere le persone che hanno paura a dormire nelle loro case".

Tra i comuni interessati ai crolli ci sono anche Visso, Ussita e Preci, in provincia di Macerata. A Camerino il campanile della chiesa di Santa Maria in Via, è crollato su una palazzina. Secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa del Comune si sta scavando, ma è improbabile che ci fossero persone dentro, perché molti erano già in strada dopo la prima scossa.

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Il nostro Paese è finito

Ai microfoni di Skytg24 il sindaco di Ussita, Giuliano Rinaldi dice:

"Sono crollate parecchie case. Il nostro paese è finito. È crollata anche la facciata della chiesa e si è spaccato il terreno. La frazione di Casali non la possiamo raggiungere. Grazie a Dio siamo riusciti a portare in salvo le due anziane che erano rimaste intrappolate nella loro abitazione, la cui facciata è crollata con le scosse di terremoto. Sono state portate via in ambulanza, ma dovrebbero essere in condizioni discrete''.

A quanto risulta al sindaco non ci sarebbero feriti in paese.


La situazione attuale

Enormi differenze, per fortuna con il terremoto di Amatrice del 24 agosto anche se la zona era già provata dalle precedenti scosse.

"Le persone da sfollare sono centinaia. Solo a Camerino 700 persone hanno trovato ospitalità in due centri allestiti per l'emergenza. Non risultano persone morte o ferite in modo grave, ma a decine si sono presentate negli ospedali per lesioni varie, malori o crisi di panico. Le situazioni di maggiore difficoltà, mentre sono tuttora in corso i sopralluoghi, sono a Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Muccia, Pieve Torina, San Ginesio, Camerino, Caldarola, in pratica tutti i comuni dell'area epicentrale, dove si sono avuti nuovi crolli, di edifici che erano agibili prima delle potenti scosse di ieri”, dice all’Ansa Cesare Spuri, capo della Protezione civile delle Marche.


"Il centro di Visso non può accogliere più nessuno. Crolli vengono segnalati ovunque: a Caldarola è venuto giù il portale di una chiesa, ma anche ad Amandola, nel Fermano, è crollato il timpano della chiesa del Convento delle suore benedettine. Desta poi preoccupazione la frana che isola la frazione di Peracchia, ad Acquasanta Terme. I vigili del fuoco stanno cercando di raggiungere le persone rimaste isolate, fra cui il vice sindaco di Acquasanta Gigi Capriotti. Quanto alla Salaria, sarà riaperta domani”, chiosa Spuri.

La nota stampa della Protezione Civile

Proseguono le attività di assistenza alla popolazione e di verifica dei numerosi danni causati dalle scosse di terremoto che hanno nuovamente colpito, nella serata di ieri, mercoledì 26 ottobre, le zone del Centro Italia, con epicentro tra le province di Macerata e Perugia. Subito dopo i primi due eventi sismici registrati alle ore 19.10 di 5.4 e alle 21.18 di 5.9 sono stati messi a disposizione posti letto nelle strutture disponibili sul territorio per offrire accoglienza ai cittadini che, a seguito delle scosse, sono fuori dalle proprie abitazioni.
Oltre alla persona rimasta ferita a Visso e trasportata all'ospedale di Camerino, nel corso della notte sono state decine le persone che hanno richiesto assistenza medica presso le strutture sanitarie della zona.
Diverse sono state anche le evacuazioni, in alcuni casi a titolo precauzionale, delle strutture socio-sanitarie. In particolare, in provincia di Macerata, dall'ospedale di Cingoli sono 18 i pazienti trasferiti a Jesi. A Matelica è stato evacuato il punto di primo intervento e 17 pazienti sono stati trasferiti in due strutture di San Severino e Sassoferrato. A Tolentino, poi, 5 pazienti sono stati trasferiti in un'altra ala della stessa struttura mentre in diverse RSA del maceratese si è provveduto al trasferimento dei pazienti presso altri centri. Dall'ospedale di Norcia sono stati trasferiti invece, in via precauzionale, altri 12 pazienti,.
Dalle 6.30 di questa mattina sono stati risolti tutte le disalimentazioni che avevano interessato i comuni colpiti dal sisma delle Regioni Marche e Umbria.
Per quanto riguarda, invece, la viabilità, la strada statale Salaria resta ancora chiusa all'altezza di Pescara del Tronto. Numerose le criticità anche sulle strade provinciali: la SP134 è stata chiusa tra Visso e Castel Sant'Angelo sul Nera per caduta massi e tra Villa Sant'Antonio e Muccia per edifici pericolanti e caduta massi, coma la SP135 tra Visso e Ussita. La provincia di Macerata si è attivata per i primi interventi volti a garantire il passaggio dei mezzi di soccorso. Risulta, invece di nuovo aperta al traffico la SP209, anche se si consiglia di limitare al massimo gli spostamenti nella aree colpite dal sisma.
Non appena le condizioni lo consentiranno, si alzerà in volo un elicottero dei Vigili del Fuoco per soccorrere le cinque persone rimaste bloccate a causa di una frana che si è verificata nella serata di ieri dopo la scossa 5.9, nella frazione di Acquasanta.
La Di.comac, inoltre, per assicurare un'immediata disponibilità di intervento e assistenza alla popolazione, ha attivato le colonne mobili delle due organizzazioni di volontariato nazionale Anpas e Misericordie e la Colonna mobile della Regione Emilia-Romagna. I volontari dell'Anpas sono già arrivati a Foligno, presso la sede della Protezione Civile della Regione Umbria individuata come punto di raccolta in attesa dell'eventuale dispiegamento sul territorio, mentre la Colonna mobile delle Misericordie è in viaggio e quella dell'Emilia Romagna arriverà nel pomeriggio.

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Cosa fare in caso di terremoto

La Protezione civile e la Croce Rossa hanno diffuso consigli su cosa fare nel caso di un sisma, per mettersi in salvo e cercare di limitare, per quanto possibile, i danni.

Se ci si trova in un luogo chiuso:
- cercare riparo sotto il vano di una porta inserita in una parete portante, sotto una trave, sotto un letto o sotto un tavolo, in modo da essere protetti dalla caduta di oggetti.
- non precipitarsi immediatamente verso l’uscita, né utilizzare scale o ascensori: prima di spostarsi, attendere la fine della scossa.

Se ci si trova all’aperto:
- tenersi a distanza da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche e impianti industriali e non sostare in prossimità di laghi, spiagge, ponti o terreni franosi.

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Dopo la scossa, invece, la priorità va data all’accertamento delle condizioni di salute delle persone vicine, a cui vanno prestati, se necessario, i primi soccorsi.

Nell’abbandonare le abitazioni, bisogna ricordare di chiudere acqua, luce e gas, di indossare le scarpe e di evitare gli ascensori; è importante fare molta attenzione mentre si percorrono le scale, che potrebbero essere danneggiate.

Se si vive in una zona a rischio maremoto, bisogna dirigersi verso un’altura, evitando le spiagge. Per non intralciare i soccorsi, è bene limitare l’uso dei telefoni cellulari e non spostarsi in auto e raggiungere le aree di attesa previste dal Piano emergenza del proprio Comune.

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Dominella Trunfio
 
Foto: © Copyright ANSA/Ansa

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